Uruguay: l’arma segreta di Tabarez è un’intelligenza artificiale

Il ritiro della Celeste è blindato: la polizia ammette di aver ricevuto l’ordine di tenere alla larga «giornalisti e spie». Prima di partire per il Brasile, dall’AUF hanno detto a Pangea News: «I nostri segreti sono molti», uno è il software made in Uruguay con cui Tabarez ha vinto la Coppa America. Come funziona secondo i suoi programmatori, intervistati in esclusiva da questa agenzia

Cyber football: Il Maestro Tabarez ci crede (foto: Filippo Fiorini / Pangea News)

Cyber football: Il Maestro Tabarez ci crede (foto: Filippo Fiorini / Pangea News)

Tutte le squadre del calcio moderno usano l’informatica come strumento d’analisi, ma una in particolare l’ha inclusa nella propria tattica, al punto da farne un’arma segreta: l’Uruguay di Oscar Washington Tabarez, che sabato debutterà contro la Costa Rica e poi incontrerà gli Azzurri nell’ultimo match del giorne D, è stato il primo corpo tecnico ad adottare il software AZ Sportech, scritto dai connazionali Estefano Zammarelli e Kiko Attarian, un programma che ha portato la Celeste alla vittoria in Coppa America e al quarto posto negli scorsi Mondiali in Sudafrica.

«Il suo contributo è sorprendente – ha detto il Maestro prima che iniziasse il torneo – a volte andiamo negli spogliatoi durante l’intervallo e trovo qualche giocatore abbattuto, convinto di star facendo una brutta partita, e invece il programma dimostra che non è così». Secondo quanto ci ha raccontato Zammarelli, programmatore e fondatore della società che ha iniziato con la panchina della nazionale ed ora fornisce l’applicazione a tutte le maggiori squadre del campionato uruguaiano, il meccanismo informatico si applica alle registrazioni video delle partite.

«Si può usare durante i match in tempo reale, ma anche in allenamento con le sue telecamere personali. Volendo si può esaminare qualsiasi partita del passato che sia stata ripresa da una telecamera, ed estrarne immediatamente le statistiche», spiega Estefano. Il punto forte di AZ Sportech è quello di poter identificare le tendenze a fare bene o male determinati movimenti all’interno di una squadra, di un reparto o da parte di un singolo giocatore, riproducendo a richiesta i filmati con le azioni simili tra loro. Così, è possibile capire per esempio chi ha fatto i cross più precisi e in che modo durante il primo tempo. Qual è il lato più bucato della difesa e da che giocatore avversario, oppure, se il possesso palla è stato maggiore durante il 4-3-3 o il 4-4-2.

«Succede spesso che il programma smentisca le impressioni raccolte “a braccio” dal mister e dagli assistenti», aggiunge Estefano, il cui team sta accompagnando l’Uruguay in questi mondiali in Brasile. I Charrua hanno iniziato a usare il programma un paio d’anni dopo il ritorno di Tabarez in panchina e ne hanno subito raccolto i frutti nella Coppa America del 2011, vinta 3 a 0 contro il Paraguay. Prima, c’era stato l’inatteso quarto posto ai Mondiali sudafricani del 2010. Ma è possibile che un software statistico influisca a tal punto sulle partite?

«I giocatori e il tecnico continuano a fare la differenza – ammettono i suoi autori – ma il suo pregio nel nostro caso è che Tabarez ha sempre detto di voler prepare ogni partita sulla base dell’avversario che andrà ad affrontare e il programma ti permettere di conoscere ogni squadra come fosse la tua». Un vantaggio importante in un contesto come quello dei Mondiali, in cui coesistono due fattori che giocano a sfavore dei preparativi: il primo, le squadre nazionali sono composite e non si vedono spesso in campo. Il secondo, dopo la fase a gruppi, si avanza incontrando avversari imprevisti fino a pochi giorni prima.

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