mercoledì 22 nov 2017

“Questo è il momento di lottare e Luca non è uno che molla”

Filippo Manca, padre del giovane motociclista sassarese vittima di un incidente durante la Dakar 2010, racconta il ritorno alla vita del figlio
Luca Manca in ospdale (fonte: la rete)

Luca Manca in ospdale (fonte: la rete)

Santiago del Cile – «Questo è il momento di lottare, e Luca non è certo uno che molla». Parola di suo padre Filippo. Nell’ospedale Mutual de Seguridad dI Santiago del Cile, i familiari di Luca Manca, ricoverato nel reparto di terapia intesiva dopo la caduta di giovedì scorso durante la Dakar, sono stanchi ma continuano a diffondere energia positiva. Nella piccola sala d’attesa i genitori fanno i turni con la compagna Giuliana per stargli vicino.

L’atmosfera che si respira nella saletta è di cauto ottimismo. Dopo aver aperto gli occhi ed essere uscito dal coma, infatti, giorno dopo giorno Luca continua a dare piccoli ma confortanti segnali di miglioramento.

«Risponde agli stimoli – ci racconta la madre Elisabetta – e anche se ancora non parla, si fa capire con gli occhi e con i gesti». Luca – come sottolineano anche i medici che lo seguono, gli specialisti della Mutual, ospedale di punta per la traumatologia in Cile – riesce a muovere tutte le parti del corpo e, dopo il risveglio successivo al coma indotto dai farmaci, ha ripreso le normali funzioni fisiologiche.

I miglioramenti, quindi, ci sono stati, ma è ancora presto per parlare di tempi di recupero. «Il nostro compito è di stargli vicino e di stimolarlo, questo ci hanno chiesto i medici» dice Filippo Manca, che poi cerca di dare una spiegazione logica dell’incidente capitato giovedi al figlio mentre sulla sua Ktm 690 affrontava la prova speciale di Antofagasta-Iquique: secondo lui «Luca ha preso molto freddo quando ha attraversato le Ande» e proprio per questo motivo era «febbricitante nelle tappe successive». La ruota regalata al rivale e amico Coma, poi, lo aveva fatto scivolare in 29esima posizione, costringendolo a «forzare» in un momento in cui, forse, «gli mancava la lucidà giusta per attaccare».

Informatissimo sul Cile e sulle sue strutture mediche, papà Filippo continua a rivivere le scelte e le sensazioni vissute dal figlio prima che avvenisse il drammatico incidente. Racconta: «Ci sentivamo col telefono satellitare alla fine di ogni tappa e pur essendo convinto di essere ancora al 60 % delle sue possibilità, Luca era sicuro di poter chiudere la competizione sul podio». Subito dopo avere regalato la ruota a Coma, ricostruisce ancora Filippo Manca, lui stesso aveva detto al padre che non poteva «lasciar uscire dalla gara il campione dopo solo 5 giorni» e che sarebbe riuscito a «tornare davanti».

«Luca è uno che va forte» continua il papà, ma al momento dell’i ncidente «era in una situazione che lo costringeva a prendere rischi eccessivi». L’obiettivo di Luca prima della caduta, infatti, era tornare a ridosso della settima posizione, ma in competizioni dure come la Dakar, non dover fare troppi sorpassi uno dietro l’a ltro, consente di guidare con più tranquillità.

«Non avrei dovuto accettare quella ruota» ha poi detto Marc Coma a Filippo per telefono: il campione in carica della Dakar non si dà pace per l’incidente di quello che prima che un collega e un rivale considera un vero amico. Del resto il grande rispetto per Luca da parte di tutto il circuito non è mai stato in discussione e, come sottolineano i suoi genitori, gli attestati di stima e affetto non sono mai mancati dal momento dell’incidente: «Sono stati tutti gentilissimi e disponibili, dall’ambasciata italiana in Cile, ai medici della Mutal agli altri piloti» racconta ancora Filippo.

La «professionalità» delle squadre mediche della Dakar, poi, «è stata impeccabile»: «Il primo soccorso dopo la caduta è arrivato in due minuti», e anche dopo il ricovero a Santiago, i medici di gara sono andati alla Mutual a sincerarsi delle condizioni di Luca. A Santiago del Cile, insomma, il filo di speranza legato alle sorti di questo giovane avventuriero sassarese continua a crescere. Nella sua stanza d’ospedale Luca Manca continua la sua corsa per la vita e, come sempre, va forte.

Mirko Peddis per La Nuova Sardegna (vedi articolo originale)

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