<b>PURO FUTBOL</b> Un’Argentina a trazione anteriore sbarca al mondiale per vincere

Grida, passione, camiseta, lacrime, tamburi e soprattutto goooool: arriva PURO FUTBOL la storia delle sudamericane al mondiale, la storia delle più spregiudicate, adorabili e spettacolari formazioni che vedrete in campo a Brasile 2014

Puro Futbol: latinoamerica ai Mondiali (foto: Pangea News)

Puro Futbol: latinoamerica ai Mondiali (foto: Pangea News)

Le storie delle nazionali di calcio sono piene di vicissitudini, ricordi, grandi e piccoli momenti. Se si prende in esame una squadra blasonata come la Selección Argentina, che quest’anno ha disputato la sua partita numero 900, le cose da raccontare diventano anche più numerose. La albiceleste, come viene chiamata dai giornalisti, ma non dalla gente, ha disputato il suo primo incontro registrato negli annali il 20 luglio del 1902. L’avversario, neanche a dirlo, fu l’Uruguay, che venne messo in riga con un rotondo 6 a zero. A quei tempi il calcio era poco più che un passatempo e infatti i vicini uruguayani furono l’unica squadra sfidante per ben otto anni. Il primo match con una squadra diversa ebbe luogo il 27 maggio del 1910 e vide la Selección battere 3 a 1 il Cile a Buenos Aires.

L’arcinemico, quel Brasile che oggi si pavoneggia alla faccia degli argentini con 5 coppe del mondo, fu sfidato per la prima volta nel 1914 a La Plata, in provincia di Buenos Aires, e i carioca vennero battuti 3 a zero.

Nella storia di questa gloriosa nazionale meriterebbe, senza dubbio, un capitlo a parte Diego Armando Maradona. Il suo talento, la sua magia, ne fanno un’entità a sé stante. Un barrilete cosmico (aquilone cosmico) come lo definì in diretta e tra le lacrime il telecronista uruguayano Víctor Hugo Morales al momento del cosiddetto gol del secolo segnato dal pibe de oro contro l’Inghilterra al mondiale del 1986. Finita la sua era come giocatore, la nazionale argentina non è stata capace di vincere praticamente più nulla, come fosse vittima di un sortilegio.

Secondo molti, l’uomo che potrebbe invertire la tendenza è Leo Messi che, per uno strano caso del destino, ha dovuto faticare più di chiunque altro per conquistarsi il rispetto dei suoi compatrioti, e ancora non c’è riuscito del tutto. Questo perché il povero Leo è macchiato dal peccato originale di non aver mai giocato nella massima serie argentina con una squadra locale e per il suo forte legame con la Spagna, unica nazione europea che gli argentini proprio non sopportano. Per lui, l’unica via percorribile verso la redenzione è vincere almeno un mondiale e farlo da protagonista, altrimenti in patria sarà ricordato solo come uno dei tanti numeri 10 che hanno ereditato, senza meritarlo, la maglia di Maradona.

Assieme a Messi, nella Selección che si è guadagnata il lasciapassare per Brasile 2014 vincendo agevolmente il girone sudamericano di qualificazione, ci saranno numerose facce note di giocatori che calcano attualmente, o hanno calcato, i prati della sarie A. Rodrigo Palacio, per esempio, dopo anni al margine della nazionale, nelle cui gerarchie era superato dai vari Tevez, Milito e compagnia, si è guadagnato oggi la stima del Commissario Tecnico Sabella e lotta per un posto tra i titolari. Di tutto il settore ofensivo, l’unico intoccabile appare Leo Messi, mentre per gli altri posti la corsa è tra Gonzalo Higuain del Napoli, Sergio Agüero del Manchester City e proprio Palacio. Il quinto ad avere la certezza, almeno per ora, di far parte del gruppo è l’ex idolo napoletano Ezequiel Lavezzi, oggi al Paris Saint Germain.

Se uno di questi giocatori dovesse infortunarsi o abbassare troppo il suo rendimento, potrebbe avere qualche possibilità di essere ripescato il giovane Mauro Icardi dell’Inter, recentemente convocato da Sabella dopo un tira e molla sulla possibilità che il ragazzo vestisse la maglia azzurra.

Non sembra esserci nessuna chanche, invece, per Carlitos Tevez; l’apache della Juventus, infatti, nonostante le indubbie qualità è in rotta con la sua nazionale dai tempi della gestione Maradona. Nel suo caso, nemmeno una stagione di altissimo livello in serie A sembra aprire uno spiraglio di convocazione. L’altro grande escluso di questa albiceleste è l’ex traquartista del Palermo, Javier Pastore. Al  talentuoso giocatore, infatti, pare non sia stata mai perdonata un’uscita dello scorso anno in cui definiva “stancante” raggiungere i compagni di nazionale per disputare i match e fu subito accontentato: Sabella gli ha definitivamente tolto l’incombenza.

Per questa nazionale a grande trazione anteriore, ad ogni modo, i problemi sembrano nascondersi soprattutto in difesa e tra i pali. Lontani i tempi di Walter Samuel e di Fabian Ayala, oggi la Selección è alla ricerca di una protezione più solida attraverso giocatori “duri” come Hugo Campagnaro dell’Inter e Federico Fernandez del Napoli. Il nome nuovo, in questo settore, è quello di Facundo Roncaglia della Fiorentina, che potrebbe essere convocato già per la prossima amichevole.

Stesso discorso per il portiere del Malaga, Willy Caballero, che pare sia il nome nuovo per sostituire i poco convincenti Romero (in prestito al Monaco dalla Sampdoria), Andujar del Catania e Carrizo dell’Inter.

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