<b>PURO FUTBOL</b> La Colombia del “tigre” Falcao di nuovo ai mondiali dopo 15 anni

L’ultima partecipazione della nazionale risale a Francia ’98, quando la “generazione dorata” aveva fatto sognare i suoi compatrioti a tal punto da dedicarle, quest’anno, addirittura una telenovela: “La Seleccion”. Oggi la nazionale che torna ai mondiali è una squadra differente, più seria e disciplinata: Brasile 2014 la aspetta al varco

La “Seleccion Colombia”, come viene chiamata in patria, è oggi una squadra molto più seria e disciplinata, in primo luogo, e con una grande presenza di giocatori (foto: la rete)

La “Seleccion Colombia”, come viene chiamata in patria può vantare una grande presenza di giocatori (foto: la rete)

Per la seconda puntata di Puro Futbol, con molta meno fantasia di quella usata dai calciatori sudamericani, abbiamo scelto di seguire la classifica finale delle qualificazioni Conmebol al mondiale Brasiliano del 2014. Dopo aver parlato dell’Argentina, vincitrice del girone, ci spostiamo più a nord per occuparci della seconda classificata, la Colombia del “tigre” Radamel Falcao Garcia e dei tanti giocatori che puntellano le rose delle squadre della nostra serie A.

Una nazionale, quella dei cafeteros che torna alla coppa del Mondo dopo ben 15 anni di astinenza, visto che la sua ultima partecipazione risale a Francia ’98. Da allora molte cose sono cambiate e non c’è più la squadra dei fenomeni che con Carlos Valderrama, Tino Asprilla, Freddy Rincon e René Higuita aveva fatto sognare un’intera generazione di compatrioti, senza però raggiungere nessun successo di rilievo, eccezion fatta per il 5 a zero rifilato all’Argentina nel corso delle qualificazioni a Usa ’94.

Era la nazionale della “generazione dorata”, amata dai tifosi oltre ogni limite di ragionevolezza, come dimostrato dall’omicidio del difensore Andres Escobar per aver fatto un autogol al mondiale statunitense, e dalla nascita, quest’anno, di “La Seleccion”, una vera e propria telenovela sulla vita di quei grandi giocatori. Quella generazione, però, non era dorata solo per meriti sportivi; molti dei suoi componenti, infatti, erano dei veri e propri personaggi capaci di regalare perle indimenticabili in qualunque momento. Valderrama, per esempio, all’inizio della sua carriera portava sempre i calzettoni abbassati e quando un giornalista gli chiese il perché lui rispose che lo faceva perché era un giocatore di classe medio-bassa. L’altro grande idolo, Faustino Asprilla, era conosciuto per le sue partner oltre che per i suoi goal. Tra queste la più nota fu la pornodiva Petra Scharbach e quella relazione portò al giocatore diverse proposte per entrare nel mondo dei film per adulti, l’ultima delle quali rifiutata non più tardi di un mese fa.

La “Seleccion Colombia”, come viene chiamata in patria, è oggi una squadra differente. Molto più seria e disciplinata, in primo luogo, e con una grande presenza di giocatori che, seppur giovani, hanno già acquisito molta esperienza a livello internazionale. Il nome più noto è senza dubbio quello di Radamel Falcao, ma al fianco del centravanti del Monaco ci sono diversi giocatori davvero interessanti. Come il trequartista James Rodriguez, anche lui passato al Monaco, o Jackson Martinez, obiettivo estivo del Napoli poi sfumato poi rimpiazzato da Duvan Zapata, altro giovane colombiano di belle speranze che sta cercando di farsi spazio tra le scelte di Rafa Benitez. La colonia italiana, forse la più nutrita del mondo, conta però con altri nomi di primissimo livello. Sempre a Napoli giocano i due esterni di difesa titolari Camilo Zuniga e Pablo Armero, con Milan e Atalanta, rispettivamente, i centrali di difesa Cristian Zapata e Mario Yepes, con la Fiorentina il talentuoso esterno d’attacco Juan Cuadrado e nell’Inter il leader di centrocampo Fredy Guarin. Nutrono qualche speranza di andare in Brasile anche per Luis Muriel dell’Udinese e Victor Ibarbo del Cagliari.

Il commissario tecnico è l’argentino José Peckerman, già allenatore della nazionale del suo Paese al mondiale del 2006, quando l’albiceleste non riuscì a superare lo scoglio Germania ai quarti di finale. Rispetto a quell’occasione le aspettative sono sicuramente minori, ma con i giocatori che si trova a disposizione, se è vero che non deve vincere il torneo è anche vero che esistono i presupposti per arrivare lontano. I buoni risultati ottenuti durante la sua gestione, inoltre, hanno impreziosito la qualificazione al mondiale brasiliano con l’acquisizione dello status di testa di serie a discapito di altre nazionali ben più blasonate, come l’Italia, scavalcate nella top five del ranking Fifa. Davvero un bel biglietto da visita per Brasile 2014.

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