Proteste ai Mondiali, la Fifa se ne lava le mani: Non è colpa nostra

Jerome Valcke, braccio destro di Blatter, ha parlato e ha detto che le colpe per il dissenso sociale «non possono ricadere su di noi». In merito ai tifosi in arrivo dall’estero, che si lamentano per le difficoltà di soggiorno, invece, ha detto: «Prendete il paese per quello che, non è come la Germania, c’è musica, la samba e anche posti in cui non potete andare». Oltre a questo, c’è ancora qualche biglietto disponibile

A mezza via: l'Arena Corinthians di San Paolo (foto: Sebastião Moreira/EFE)

A mezza via: l’Arena Corinthians di San Paolo (foto: Sebastião Moreira/EFE)

A un mese dal calcio d’inizio dei Mondiali 2014, una sfida, se non altro, il Brasile l’ha già vinta: qualcuno ha giocato una partita a calcio nell’Arena Corinthians, lo stadio in cui si terrà il match inaugurale del torneo. Il problema è che a farlo sono stati gli operai della concessionaria Odebrecht, divisi nelle squadre Guerreiros I e II in occasione della festa del Primo Maggio, e lo hanno fatto nello scenario di un Colosseo scheletrico e incompleto. La Fifa ha da qualche settimana inviato sul posto il proprio segretario generale Jerome Valcke, che, in un’intervista concessa al suo stesso ufficio stampa, si è lavato le mani almeno delle implicazioni sociali della Coppa: «Le colpe non possono ricadere sulla Fifa», ha detto in proposito.

Pochi giorni fa, al suo arrivo in Brasile, Valcke aveva riconosciuto che «i cantieri per alcuni stadi – precisamente tre – sono ancora molto indietro e ci aspettano settimane di duro lavoro». Ora, davanti al tentativo di coinvolgerlo nelle grandi manifestazioni di dissenso che si attendono nelle città brasiliane in occasione delle partite, ha aggiunto che «la Coppa del Mondo è un modo per accelerare gli investimenti in un Paese. È facile incolpare la Fifa, così come usare la Confederations Cup o gli stessi Mondiali per dare visibilità alle proteste, ma se l’obiettivo siamo noi, perché qualcuno è convinto che siamo i responsabili di quello che accade nel Paese, si sta sbagliando».

Durante la Conf Cup, i movimenti di protesta hanno concentrato i loro reclami sul modo in cui vengono spesi i soldi per preparare il paese ad accogliere la Coppa, ottendo finora risultati discutibili in quanto agli stadi, e sacrificando gli investimenti per infrastrutture base, come scuole e ospedali, o per sostenere servizi pubblici come i trasporti.

Riguardo poi alla logistica per i tifosi, Valcke ha detto che «il Brasile non è la Germania. I turisti devono prepararsi a conoscere un paese sorprendente, in cui c’è la musica, il samba e tante altre cose da visitare». «Certo – ha poi precisato il manager calcistico – ci sono luoghi proibiti, ma questo accade in tutto il mondo, non solo qui». Un’affermazione che indirettamente si va a riferire al fenomeno sempre più diffuso degli alloggi in favela, che offrono agli appassionati una soluzione più economica e avventurosa degli alberghi del centro.

Sebbene i biglietti siano andati a ruba e abbiano superato, sempre secondo i dati Fifa, le vendite delle edizioni precedenti, Valcke ha garantito che «esiste ancora la possibilità di trovare qualche ingresso, anche se è molto limitata». Solo per la partita inaugurale, sono attese 140 mila persone nei dintorni e dentro a uno stadio, ancora lontano dall’essere terminato.

1 commento

  1. Daniela Petroni scrive:

    Avete visto che con Astra si possono vedere i Mondiali gratis? Guardate questo video http://youtu.be/pF6l0cm2jYw

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