mercoledì 15 ago 2018

<b>L’Uruguay in piazza per Suarez</b>, Mujica duro contro l’Italia

Migliaia di uruguaiani hanno manifestato la loro solidarietà nei confronti del discusso centravanti della nazionale. Il presidente è intervenuto in televisione accusando l’Italia di avergli fatto perdere le staffe e insinuando un complotto nella FIFA

Tutti in piazza col cannibale: il cacerolazo di ieri per Luis Suarez (foto: la rete)

Tutti in piazza col cannibale: il cacerolazo di ieri per Luis Suarez (foto: la rete)

La notizia della squalifica inflitta dal comitato disciplinare FIFA al centravanti uruguaiano, Luis Suarez, per aver morso l’azzurro Giorgio Chiellini, ha scatenato l’indignazione di migliaia di suoi connazionali, che nella serata di ieri si sono autoconvocati per dei cacerolazos (la protesta tipica sudamericana, in cui si sbattono i mestoli nelle padelle)  in diversi punti di Montevideo.

Dopo alcune ore in strada, le varie manifestazioni si sono agglomerate ed hanno raggiunto l’aeroporto di Carrasco, a nord della capitale, dove una falsa notizia aveva dato per certo l’arrivo nel volo di mezzanotte, di quello che ormai in patria considerano un eroe.

Nel comitato d’accoglienza per colui che da qualche giorno ha smesso di chiamarsi Il Pistolero, per essere ribattezzato Hannibal Lo Squalo, c’era anche il presidente dell’Uruguay, José Pepe Mujica, a sua volta tratto in inganno dalla falsa notizia.

Poche ore prima, Mujica aveva rilasciato una dura intervista al programma televisivo De Zurda, condotto da Diego Maradona: “Gli italiani sono campioni nel far perdere le staffe alle persone”, ha detto in diretta il politico, giustificando il comportamento di Suarez.  “Abbiamo buttato fuori – dai Mondiali – l’Inghilterra e l’Italia: quanti soldi gli abbiamo fatto perdere”, ha poi aggiunto Mujica, una frase che alcuni hanno interpretato come un allusione alla teoria cospirativa, per cui l’Uruguay starebbe pagando con la squalifica di Suarez, la colpa di aver pestato i piedi a due grandi del calcio, una teoria a cui tuttavia manca una spiegazione per la mancanza di catastrofi accadute alla Costa Rica, che pure di grandi del calcio ne ha superate almeno tre, includendo lo stesso Uruguay.

“Siamo pieni di rabbia – ha comunque ammesso il presidente – loro (la FIFA) non hanno idea di che cosa significhi venire su dal niente. Non ne hanno idea e comunque non perdonano. Abbiamo visto tutte le partite e qui sono state usati due pesi per due misure. Questo è ciò che fa veramente male”.

In Diego Maradona, che in passato non sempre è stato un modello di fair play e che attualmente è stato ingaggiato dalla televisione pubblica venezuelana Telesur, che trasmette su tutta l’America Latina, per commentare i Mondiali, Mujica ha trovato ieri una spalla alle proprie recriminazioni. “Si sono ammucchiate un sacco di cose, ma la verità è che Suarez non ha la colpa della reazione – ha stabilito Diego – si tratta della partita e basta. Non iniziamo a cercare problemi, sennò finisce 5 contro 5”.

“Io sono vecchio e mi ricordo i tempi in cui i giocatori usavano gli spilli e si tiravano la terra negli occhi durante i calci d’angolo – ha poi aggiunto Pepe Mujica – i veterani come me dovrebbero accorgersi che la punizione è stata eccessiva”.

“Non dovremmo essere tutti trattati allo stesso modo” si è chiesto infine il presidente, mentre i suoi concittadini dimostravano contro la squalifica del numero 9 della nazionale. “Adesso l’Uruguay è pericolosissimo, perché ci avete fatto arrabbiare. Poveri voi”, ha poi concluso. E fu così, che il calcio aveva smesso di essere calcio ed era diventato un affare di stato.

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