Cavani in prima linea contro l’aborto

Il giocatore del Napoli è evangelico ed ha voluto prendere posizione contro la legge sull’interruzione di gravidanza che sta discutendo il parlamento uruguaiano

Anche Edinson “el Torero” Cavani ha voluto partecipare al dibattito che sta spaccando trasversalmente la società uruguaiana ed ha firmato di suo pugno la lista di coloro che prendono ferma posizione contro la legge sulla depenalizzazione dell’aborto, in questi giorni al vaglio del Senato del suo paese.

«Gioco a calcio per Cristo», ha ripetuto in più occasioni il centravanti con la passione per il celeste, e proprio per questo non ha avuto dubbi nel inserire il suo nome tra quelli di coloro che, per «difendere la vita», hanno sottoscritto i principi elencati negli Articoli di San Josè, secondo cui l’esistenza «inizia scentificamente a partire dalla concezione» e non può più essere interrotta successivamente senza commettere un crimine.

La devozione di Cavani, nota a tutti in Italia per le magliette votive che mostra dopo i gol e che stridono con le regole FIFA contro le rivendicazioni religiose, sarebbe nata quando poco meno che ventenne militava nel Danubio F.C. di Montevideo e fu introdotto alla religione evangelica da un compagno di squadra. Dopo un’infanzia lontana dalla preghiera, il giocatore non avrebbe più perso il contatto con la piccola chiesa  in cui fu portato, la quali, assieme a molte altre confessioni simili, rientra in quell’universo di culti protestanti che predicano per esempio il contatto diretto tra l’uomo e Dio, la libera interpretazione dei testi sacri e la scelta della fede come decisione spontenea nell’età della ragione, ottenendo un successo sempre maggiore in America Latina.

Come parte di questa svolta, el Torero si è anche avvicinato da alcuni anni agli Ateleti di Cristo, una congregazione sportiva di portata mondiale, in cui si riconoscono per esempio anche i colleghi Kakà e Legrottaglie.

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