Calcio per la Pace: Guerriglieri contro Vecchie Glorie si sfidano in Colombia

El Pibe Valderrama ha avuto l’idea e le Farc l’hanno accettata con entusiasmo: si giocherà la Partitella per la Pace tra i rivoluzionari e gli ex campioni della nazionale colombiana.

«Giochiamo abitualmente a calcio durante i momenti liberi dal Tavolo delle Conversazioni – a Cuba -, per questo, accettiamo molto volentieri la sfida che ci ha avete lanciato e completiamo la proposta in questo modo: giocheremo la Partitella per la Pace in due match, andata e ritorno, la prima qui a L’Avana e la seconda nel tradizionale quartiere di Pescadito, a Santa Marta, da dove provengono tanti campioni del calcio nazionale, come voi».

In questo modo, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc) hanno risposto alla sfida lanciatagli da vecchie glorie del calcio caraibico come Carlos El Pibe Valderrama e Mauricio Chicho Serna, e poi, hanno aggiunto: «Siamo a dispozione per fare quanto necessario a realizzare quanto prima queste due partite. Restiamo in attesa di una vostra risposta. Nel frattempo, ci prepareremo fiscamente e tatticamente per scendere in campo e disputare la Partitella per la Pace, siate pronti».

Valderrrama e Chicho Serna sono parte di un’associazione per la tutela delle vittime del conflitto armato che dalla fine degli anni Sessanta ad oggi ha diviso la Colombia. Le Farc sono la più antica guerriglia del continente americano ancora in attività e negli ultimi mesi hanno accettato di sedersi al tavolo dei negoziati con le autorità di Bogotà nel territorio neutro di Cuba, al fine di firmare una pace definitiva.

L’idea della Partitella per la Pace che, secondo quanto spiegano gli stessi campioni riprende l’abitudine domenicale dei colombiani di giocare a calcio con amici e parenti, nasce allo scopo di avvicinare simbolicamente tutti i colombiani nella passione che più di ogni altra li può tenere uniti. Per questo, i capi rivoluzionari che si trovano a L’Avana si sono mostrati entusiasti davanti alla prospettiva di scendere in campo.

«Il calcio è per eccellenza l’attività del riposo operaio, il gioco domenicale dei paesini indigeni e del popolo afrocolombiano, nonché il fattore d’unità per tutte le borgate della patria», hanno constatato orgogliose le Farc, accettando la sfida con un’unica condizione: che entrambe le formazioni schierino tra i loro giocatori anche diverse donne.

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