<b>Calcio argentino:</b> River Plate e Gimnasia, una poltrona per due

Sesta vittoria casalinga consecutiva del Millonario che scavalca l’Estudiantes e balza in testa a pari punti con il “Lupo” di La Plata. A quattro giornate dal termine e con nove squadre nell’arco di cinque punti è bagarre nel Torneo Final 2014

 

Occasione al volo: il River lotta per il clausura (foto: Leo La Valle /AFP)

Occasione al volo: il River lotta per il clausura (foto: Leo La Valle /AFP)

Difende lo stadio Monumental con i denti e con le unghie, non è straripante in attacco ma fa tesoro dei gol segnati, in linea con la tendenza del Torneo Final 2014, uno dei più avari di marcature che l’Argentina ricordi.

Non incanta, ma picchia, corre e lima punto dopo punto: è un River Plate operaio quello che domenica ha sconfitto in casa per 1 a 0 il Velez Sarsfield con gol di Teo Gutierrez, scavalcando l’Estudiantes di La Plata con cui aveva pareggiato 0 a 0 in settimana, per poi guardare finalmente dall’alto al basso il resto degli avversari.

A insinuare il suo primato in classifica a 27 punti l’altro club di La Plata, il Gimnasia y Esgrima – soprannominato “Il Lupo” per le sua indole furba e astuta e il suo stadio situato nel bosco della città – che nel posticipo del lunedì ha steso 3 a 1 l’All Boys, sempre più vicino alla B con Quilmes e Argentinos Juniors.

Secondi a un punto Estudiantes e Colòn di Sante Fe e terzo a 25 punti il Godoy Cruz di Mendoza; chiudono il gruppo di testa Rosario Central e San Lorenzo a 24 e Olimpo di Bahia Blanca e Lanùs a 22: a quattro giornate dal termine sono dunque nove le squadre nell’arco di cinque punti in grado di stravolgere le gerarchie della classifica.

Dopo la sesta vittoria casalinga consecutiva il River Plate sembra avere buone possibilità di giocarsi il titolo: il giovane portiere Leandro Chichizola, classe 1990, non sta facendo rimpiangere l’infortunato Marcelo Barovero, mentre a centrocampo Matias Kranevitter, classe 1993, è tornato a far vedere le geometrie mostrate nella Libertadores Sub 20 del 2012, probabilmente stuzzicando le fantasie del DT albiceleste Alejandro Sabella, che alla luce delle prestazioni sottotono di Ever Banega nel Newell’s e dell’infortunio di Fernando Gago nel Boca potrebbe aver bisogno rinforzare la panchina della nazionale maggiore.

Nota agrodolce dall’ormai consacrato “Cartello Colombiano” del Millonario: mentre la stagione del centrale difensivo Eder Alvaro Balanta detto “la bestia” potrebbe essere giunta al capolinea per un infortunio al polpaccio destro, Teo Gutierrez, al quarto centro stagionale, è uscito zoppicando per una lesione al ginocchio destro, ammutolendo il Monumental: la risonanza magnetica ha però escluso la temuta lesione al legamento crociato dell’attaccante di Barranquilla, che potrebbe essere disponibile già dal prossimo fine settimana nella trasferta di Bahia Blanca contro l’Olimpo. «Dedico questo gol alla mia nonnina, le sue empanadas mi fanno essere più goleador» ha poi dichiarato, facendo sospirare mezza Buenos e rassicurando l’intera Colombia, già orfana della tigre Falcao in vista del mondiale brasiliano.

Solidarietà a Gutierrez anche de Juan Romàn Riquelme, per il quale il colombiano ha da sempre un debole. Nella trasferta in casa del Tigre, il capitano Xeneize ha tirato fuori i suoi dall’ennesimo piatto pareggio con un gran destro dal limite, allo scadere del tempo regolamentare, dopo essersi sorbito per 90 minuti i fischi costanti e inspiegabili del pubblico che, stando alle voci di mercato, il prossimo anno potrebbe avere il lusso di averlo come beniamino di casa.

Fischiato, messo in dubbio dai suoi stessi dirigenti e a 35 anni suonati, Juan Romàn Riquelme è stato ancora una volta l’unico faro del Boca Juniors. «Cosa sarà del tuo futuro?» gli chiedono in conferenza stampa. «Io continuo in Don Torcuato» risponde ambiguamente il 10, alludendo al quartiere natale nei pressi della cittadina di Tigre dove è solito ritirarsi quando non gioca. Ironia o velato messaggio? «Roman, questo è il tuo quartiere» recita uno striscione nostalgico rimasto appeso a bordo campo, nello stadio ormai vuoto: eppure il campione triste sembra non voler fare ancora luce sul suo futuro.

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