100 disabili attraversano il Rio Uruguay a nuoto

Un prova atletica che metterebbe in difficoltà un professionista, è invece un gioco da ragazzi per gli Squali del Paranà, che vivono col vento contro, ma vanno avanti con le ondate di autostima che riescono a fare quando ci si mettono tutti insieme.

L'arrivo dopo la traversata (fonte: Clarin)

L'arrivo dopo la traversata (fonte: Clarin)

Avete mai percorso 12 chilometri a piedi? Li avete fatti camminando, al trotto o al galoppo? Questi ragazzi ieri se li sono fatti a nuoto, sommergendosi nell’acqua di un fiume che gli ha lavato via le differenze per un pomeriggio intero, lasciandogli addosso solo la forza di volontà.
Sono le 11 e mezza di mattina nella città di Colon, il nome con cui al sud è passato alla storia Cristoforo Colombo, provincia argentina di Entre Rios. 100 donne e uomini disabili guardano i 12 chilometri di Rio Uruguay che li separano dalla gloria. Lasciano in spiaggia scarpe, portafogli e pregiudizi ed iniziano la nuotata. Davanti a loro c’è Paisandù, in Uruguay, ma soprattutto 6 ore di attività continuata, senza autogrill, caffè gratis o braccia conserte possibili.
Hanno deciso di chiamarsi gli Squali del Paranà, il grande fiume che scorre al sud del Sudamerica e si dedicano a follie natanti di questo genere dalla bellezza di ormai 23 anni. In squadra ci sono nuotatori autistici, affetti da sindrome di Down, di Rett, di West, ma alla fine è toccato concedere di partecipare anche a qualche ammiratore completamente sano. Ieri ce n’erano 40, di spalla ai 100 pescecane ufficiali, approdati in condizioni apparenti non particolarmente migliori rispetto a quelle di questi ultimi.
«Avevo una scuola di nuoto comune – ha detto ai microfoni delle TV uruguaiane il fondatore del gruppo, Patricio Huergo – poi è venuta da me una madre che voleva iscrivere il figlio di 7 anni. Aveva una paralisi mentale severa e stava appena iniziando a camminare. Piuttosto che dirle di no, ho preferito provarci. Dopo un pò è arrivata un’altra madre, suo figlio era autistico».
Adesso, atttorno a lui ci sono 100 nuotatori eccellenti, bravi come quelli che ha istruito in quasi un quarto di secolo e come loro, tutti decisi ad attraversare il traguardo in barba al pronostico dei sedicenti sani. 100 nuotatori partiti dall’Argentina ed arrivati in Uruguay, 12 chilometri e 6 ore prima, attraverso il fiume, controvento, ma spinti dalla loro onda.

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