Viva la mamma: il Venezuela vuole proibire il biberon

Il governo Maduro vuole incentivare l’allattamento materno e propone una legge per proibire il biberon, il latte in polvere e la loro promozione pubblicitaria. Polemiche in patria, burle all’estero

Viva la Tetta: Marx è con voi (foto: PangeaNews)

Viva la Tetta: Marx è d’accordo (foto: PangeaNews)

Prima è toccato alle lattine di Pepsi Cola ed ora è venuto il momento dei biberon. Il governo socialisteggiante di Nicolas Maduro, tecnicamente bolivariano, ha deciso di affrontare un problema endemico del Venezuela: la scarsa importanza che si dà al latte materno. Tuttavia, il metodo che ha scelto per farlo, gli sta tirando addosso le prese in giro di tutto il mondo.

Oggi l’assemblea nazionale discuterà infatti una legge in cui, riassumendo, si proibisce l’uso del biberon, del latte in polvere e della loro promozione pubblicitaria. In caso di infrazione della regola, si potrebbe incorrere in sanzioni piuttosto ingenti, soprattutto se si tiene conto del costo della vita venezuelana: da 670 dollari a 51 mila.

La deputata nazionale del governante partito socialista Psuv, Odalis Monzon, che è vicepresidente della commissione Famiglia del Parlamento di Caracas, nonchè firmataria del ddl in questione, ha detto alla stampa locale che «l’intenzione è quella di incentivare l’allattamento materno» tra le donne del venezuela, adottando una strategia «analoga a quella già usata per frenare il consumo di tabacco».

Tuttavia, l’aspetto paternalista ed autoritario del provvedimento, che in queste ore viene discusso e che, comunque, riguarderà solo i bambini fino ai sei mesi d’età, sta suscitando critiche entro i confini nazionali e prese in giro all’estero. Proprio nei giorni in cui il presidente Nicolas Maduro sta visitando l’Italia ed il Vaticano insieme ai suoi più stretti collaboratori di governo, nel tentativo di riallacciare le relazioni commerciali e politiche con la nostra Repubblica e con la Santa Sede.

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