Venezuela: una poltrona per due, Maduro e Cabello prendono il testimone di Chavez

Forte del permesso di convalescienza a tempo indeterminato, Chavez manda i il suo braccio destro e quello sinistro a governare il paese, promettendo un prossimo giuramento davanti alla Corte Suprema. Ma chi sono i suoi successori?

Il trono di Carlo III, opera di Giovanni Battista Natali (foto: Tesoros Palacios Reales)

Il trono di Carlo III, opera di Giovanni Battista Natali (foto: Tesoros Palacios Reales)

Nel day after del mancato rientro di Hugo Chavez a Caracas per il giuramento e l’inizio ufficiale del nuovo mandato di presidenza del Venezuela, sui giornali italiani già cominciano a circolare i primi coccodrilli, ovvero quegli articoli che ne ricordano i momenti più importanti della vita al momento della morte. Forse l’annuncio ufficiale della morte di Chavez arriverà con molto, voluto, ritardo, o mai; o forse, più probabilmente, nel suo distratto sguardo all’America Latina, la stampa italiana anelava a questa notizia con morbosa ansia da troppo tempo per resistere al prurito di cominciare a riferirsi a questo leader sudamericano già come parte del passato.

Nonostante questo il governo venezuelano a concesso al suo Presidente “tutto il tempo di cui a bisogno” per riprendersi prima di re-insediarsi, ma a questo punto sono in molti a credere che questo momento, effettivamente potrebbe non arrivare. Torna così al centro del dibattito politico del paese il cosiddetto “patto di stabilità” o “de La Avana”. Secondo questo accordo sancito a Cuba lo scorso 4 gennaio, infatti, se Chavez non fosse potuto tornare alla presidenza sarebbe dovuto essere nominato Diosdado Cabello come presidente ad interim e convocate nuove elezioni con l’appoggio del vice Nicolas Maduro. E sarebbero proprio questi due uomini, Cabello e Maduro i principali candidati alla successione.

“Diosdado è più chavista di Chavez” si dice di Cabello, già presidente ad interim per un solo giorno nel 2002, quando era vice-presidente, e per lungo tempo considerato il delfino del presidente. La sua fedeltà al leader bolivariano è incrollabile e di lunga data tanto che fu tra i protagonisti dei vari tentativi di colpo di stato effettuati nel 92 proprio sotto la guida Chávez. Il suo ruolo di predestinato alla successione, però, ha subito un duro colpo quando dopo essere stato Governatore dello stato di Miranda dal 2004 al 2008, alla riconferma venne sconfitto dall’emergente Henrique Capriles Radonski, in seguito candidato alla presidenza della repubblica.

Il cavallo forte, oggi, è secondo molti quel Nicolas Maduro che è anche il grande beneficiario del patto de La Avana. Se è vero che la situazione di Chavez potrebbe anche protrarsi per un lungo periodo, e anche vero che sarà proprio Maduro a fare da Presidente in sua assenza. Questo perché la proroga data a Chavez si è trasformata in una una proroga del vecchio governo e quindi anche della vicepresidenza di Maduro. Se Cabello era il braccio destro all’epoca dei tentati golpe del 1992, Maduro è l’amico fedele che è stato al capezzale del presidente per più tempo in assoluto. Socialista e sindacalista da sempre, Maduro ha formato anche parte della commissione che redasse la Costituzione Bolivariana.

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