Venezuela, elezioni: vincerá di nuovo Chavez?

Il 14 aprile i Venezuelani potranno scegliere il successore di Hugo Chavez. I candidati sono Maduro, delfino del Presidente appena scomparso e Capriles già sconfitto da Chavez lo scorso ottobre

Gesto democratico: presto il Venezuela sará di nuovo al voto (foto: la rete)

Gesto democratico: presto il Venezuela sará di nuovo al voto (foto: la rete)

L’America Latina è una terra strana, è una terra che parla di rivoluzioni e di ribellioni, di popolazioni sottomesse e di colonizzazione, di Cristoforo Colombo e di Simon Bolivar. E’ una matassa intrecciata, un filo senza capo che ogni tanto qualcuno  prova a sbrogliare a ribellarsi a dire no. No al Fondo Monetario Internazionale,  No alla ricchezza per pochi,  No alle privatizzazioni,  No all’Alca (area di libero commercio delle Americhe). E poi prova anche a dire Si. Si a una scuola pubblica, Si a una sanità per tutti, Si a più terre per tutti,  Si alla nazionalizzazione delle fabbriche, Si all’Alba (alleanza bolivariana di cooperazione tra i popoli dell’America Latina e dei Caraibi).

Il 5 marzo dopo quattordici anni di governo, quattro elezioni, un referendum e un colpo di stato Hugo Chavez è morto e il Venezuela ha pianto. Strano modo di ricordare un dittatore, strano modo di sentirsi finalmente liberi. Per ore un cordone di persone  ha sfilato per le vie di Caracas. Un grande lutto continentale ecco di cosa ci parlano quelle immagini. Chavez ha provato ad essere venezuelano tra i venezuelani. Ha voluto provare a sfidare i grandi della terra essendo stato egli stesso piccolo e avendo vissuto la sua infanzia e la sua giovinezza in un Venezuela dove le ricchezze immense del territorio restavano nelle mani di pochi, mentre troppi vivevano nella miseria e addirittura nella inesistenza degli indocumentati.

Hugo Chavez è stato per il Venezuela e per l’America Latina e i Caraibi una figura importante con il suo carisma, la sua tenacia e la sua dannata convinzione della liberazione dell’America Latina. Ha dato vita nel 2005 a Telesur, ha lanciato Bancosur come alternativa al FMI, investito negli ultimi anni oltre 36 miliardi di dollari in aiuti ai paesi amici del continente, scambiando petrolio in cambio di carne uruguayana, ad esempio, e prestando denaro a tassi d’interesse decisamente troppo bassi. Ha stretto rapporti,  creato alleanze. Oggi il Venezuela di Chavez, grazie a Chavez non è solo.

Saranno elezioni storiche quelle del 14 aprile, il popolo del Venezuela può affrancarsi da Chavez scegliendo il suo naturale successore Maduro o può dimostrare la tesi dei suoi più acerrimi oppositori che si trattava cioè di una dittatura democratica sotto l’egida di Cuba, scegliendo Capriles.

Maduro, chavista di ferro, incarna la cultura del venezuelano tipo, atteggiamento simpatico e aria amichevole. Si avvicina negli anni novanta a Chavez, ma solo nel 2000 si candiderà e sarà eletto. Aiutò a riscrivere la nuova Costituzione Bolivariana del paese. Da qui in poi percorso tutto in discesa per Nicolas Maduro, fu Presidente del Parlamento, poi capo del Ministero del Potere Popolare per gli Affari Esteri fino all’annuncio di Chavez nel dicembre 2012 in cui lo indica come possibile successore per guidare la Nazione.

Capriles si definisce di centro sinistra ed è più vicino alla politica del Brasile che a quella del Venezuela. E’ alla sua seconda campagna elettorale, la prima la perse contro Chavez nell’ottobre del 2012. Già governatore dello Stato di Miranda. Su di lui le speranze della piccola borghesia venezuelana che mal ha tollerato gli aiuti umanitari a Cuba o in Bolivia e che al grido nazionalizzazione delle terre è scappata al nord. Capriles promette “Venezuela para todos” e dice chiaramente che Cuba deve rimanere fuori dagli affari venezuelani. Il primo occhiolino agli Usa?

Ma L’America non ha fretta, sta a guardare e si gode lo spettacolo perché, in fondo adesso Caracas non le sembra poi così lontana, gli interessi sono troppi in campo e chiunque vinca tra i due, a Palacio de Miraflores, non ci sarà più un Hugo Chavez.

Lascia un tuo commento