Uruguay: ragazze protestano nude per il diritto d’aborto FOTO

Mentre la Camera approvava la legge sull’interruzione di gravidanza, un gruppo di femministe dimostrava vestite solo di tempera arancione per rivendicare il proprio diritto di scelta

Fiore: primavera dei diritti per il piccolo Uruguay (foto: AFP, Reuters)

Fiore: primavera dei diritti per il piccolo Uruguay (foto: AFP, Reuters)

«Ancora una volta, le donne danno la pelle», potrebbe essere una parafrasi onesta dello slogan intonato dalle femministe uruguaiane del Movimiento Mujer y Salud (Movimento Donna e Salute – MYSU), che  sono comparse improvvisamente fuori dal Parlamento di Montevideo, dove si discuteva la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza, per rivendicare il loro diritto a decidere.

E quella pelle tutta dipinta di arancione e fiori, ma priva di qualsiasi indumento che non fosse qualche piercing è valsa la pena metterla, perchè se da un lato la loro protesta sta facendo il giro del mondo per la sua originalità, dall’altro, la Camera dei Deputati ha dato la sua approvazione al testo proposto dal governo. Risicata, ma pur sempre approvazione, ed ora la norma tornerà al Senato che ha già dato il suo primo sì in proposito.

Con tutta probabilità, quindi, rispettando i tempi tecnici l’Uruguay diventerà il primo paese del Sudamerica ed uno dei primi del Sud del Mondo a permettere alle sue donne (ma esclusivamente alle sue cittadine) di interrompere volontariamente la gravidanza fino alle 12 settimane di gestazione, un limite che potrà essere superato solo in caso di rischio della vita per la madre, stabilito dai medici.

 

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