Rio, libertà di stampa: documentaristi in carcere senza un perché

Un tribunale di Rio de Janeiro ha rifiutato ieri il ricorso presentato dai legali di Victor Ribeiro e Daniela Soledad, due documentaristi e militanti libertari arrestati durante una manifestazione lo scorso 15 ottobre. Le accuse che la Polizia Militare brasiliana ha fatto ricadere su di loro sono quelle di aver incendiato una fermata dell’autobus durante una marcia di protesta.

Tuttavia, i giovani, che hanno fatto parte della regia del documentario Dystopia 021, sostengono di essere stati arrestati mentre stavano dimostrando pacificamente e si trovavano solo in prossimità del gruppo che ha appiccato il fuoco e di cui non facevano parte. A loro discolpa, sostengono che nessun tipo di oggetto incendiario, né combustibile gli è stato trovato addosso durante l’arresto.

«Non avevamo in tasca nemmeno un accendino», fanno sapere i due attraverso i loro legali. Eppure, il tribunale ha confermato l’ordine di detenzione preventiva, senza che siano pregiudicati o che ci siano elementi che lascino spazio al sospetto che da liberi potrebbero tentare la fuga oppure ostacolare il processo.

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