Perù: liberati 11 bambini prigionieri di Sendero Luminoso, sarà vero?

Con più di 70 morti nelle forze dell’ordine in meno di due anni, il governo è bersaglio delle critiche da più fronti per il modo in cui affronta la questione guerriglia. Dopo aver incassato le dimissioni di due ministri ed aver congedato 22 generali, ora segna un punto a favore, proprio mentre si negoziano grossi affari con la Germania. Voi ci credete?

Sorrisi: il presidente Humala tra gli 11 bambini liberati (foto: la rete)

Sorrisi: il presidente Humala tra gli 11 bambini liberati (foto: la rete)

Sendero Luminoso viene considerata in maniera quasi unanime una banda di pazzi sanguinari, che dietro ad una maschera di comunismo rivoluzionario commette crimini spietati. Il nome se l’è fatto negli anni Novanta, con i suoi attentati terroristici più eclatanti, poi, dopo essere stata decimata, la sigla si è riattivata e il governo non ha fatto fatica, certo, anche per merito dell’avversario, ad attribuirle nuovamente l’etichetta della follia. Ora, una delle accuse più in voga nei suoi confronti è quella di dedicarsi a rapire bambini dai villaggi di contadini, soprattutto per due scopi. Il primo, sarebbe quello di ricattare la popolazione ed averne l’appoggio o almeno l’omertà. Il secondo, invece, quello di rinfrescare le proprie forze. Non sarebbero molte infatti le richieste di reclutamento pervenute negli ultimi mesi alla banda.

 

Venerdì, un’operazione delle forze armate ha portato alla liberazione di 11 di questi giovanissimi peruviani che, tutti tra i due ed i sette anni, erano, secondo i canali ufficiali di Lima, nelle mani di Sendero Luminoso da molti mesi. Nella missione, sarebbero stati catturati anche 10 guerriglieri, uno dei quali sarebbe il comandante Jorge, ovvero una delle gerarchie più alte del gruppo. Dopo numerosi fallimenti, ecco una bandiera di vittoria in forma di fotografia, da poter sventolare per il moderato Ollanta Humala, che pochi giorni fa era in Germania dalla Merkel ad invitare investimenti nei trasporti e nell’energia, ma che solo due mesi fa è entrato in una crisi di governo che tuttora perdura, proprio per il modo in cui affronta la questione terrorismo.

 

Il mattutino peruviano El Comercio ha di recente pubblicato un dossier sulla guerriglia, attribuendole 71 vittime in 4 anni solo tra le forze dell’ordine. L’ultimo uomo in uniforme è caduto per mano di Sendero Luminoso solo pochi giorni fa. In maggio, era saltata all’attenzione mediatica una storia simile: davanti all’incapacità di ritrovare il corpo dell’agente di polizia 22enne Cesar Vica, Ollanta Humala aveva detto pubblicamente che la selva, ovvero le aree boscose della valle dei fiumi Apurimac ed Ene, conosciute nel paese con l’acronimo Vrae, erano in mano a Sendero. Dieci giorni dopo, il padre di Vica annunciò di aver ritrovato da solo il figlio morto in uno scontro a fuoco e fece fare la figura degli incapaci ai militari.

 

Ne seguirono le dimissioni del ministro della Difesa e di quello degli Interni, per dare fiato ad un gabinetto pressato. Ma il repulisti non basta. Solo il 4 luglio, Humala è tornato a fare la voce grossa ed ha destituito addirittura 22 generali del suo esercito. Ora, con la riforma in atto, arrivano notizie indubbiamente buone, ma forse non indubbiamente vere. Sarà che la storia dei terroristi che rapiscono i bambini per farne altri terroristi assomiglia molto a quella degli zingari che rubano i bambini ai gadji o dei comunisti che li mangiano ai reazionari o sarà perché, oltre alla crisi interna, che è certamente la questione più pressante, il Perù ha anche un forte bisogno di dare un’immagine di stabilità sul piano internazionale per ottenere gli investimenti che sta cercando, che lo scetticismo è inevitabile.

 

Per conoscenza, la questione bimbi rapiti ha tenuto banco per tutti gli ultimi giorni: prima, si è stata scoperta una fossa comune dove erano stati ammucchiati i corpicini di molti piccoli, che sarebbero morti per colpa dell’incuria in cui sono obbligati a vivere nei campi paramilitari, poi, la recente liberazione di un altro gruppo di 11 di loro, a cui Humala ha porto subito visita, facendosi fotografare con questi mentre si rinfrancavano alla mensa e facendone un simbolo di serenità. Dall’episodio sarebbe scaturito anche uno scontro a fuoco, in cui però nessun bambino è rimasto ferito. Di certo, notizie del genere fanno apparire Sendero Luminoso come quel gruppo di pazzi che viene considerato dai più e il governo di Humala, invece, come un eroe del bene, meno responsabile della povertà bracciantile e indigena da cui sorgono fenomeni come questa guerriglia. Ma dubitare delle coincidenze è lecito, così come, almeno, lo è anche rallegrarsi del fatto che i bimbi stiano bene.

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