mercoledì 20 set 2017

Mr President & brother Hyde: il capo ha un fratello di cui vergonarsi

Quasi tutti i presidenti latinoamericani hanno un fratello di cui farebbero volentieri a meno: parrucconi conservatori, rivoluzionari convinti della superiorità della razza pellerossa, imprenditori che li ficcano in scandali di corruzione e violenti ubriaconi che ricorrono al loro nome per uscire dai casini

I Simpsons atterriti da Hugo (fonte: la rete)

I Simpsons atterriti da Hugo (fonte: la rete)

In uno degli episodi più famosi delle mitiche puntate di Hallowen dei Simpsons, uno strano rumore proveniente dal sottotetto interrompeva la stravolta ruotine di Bart, Lisa e Maggie. I ragazzi insistevano per andare a vedere di cosa si trattasse, ma Homer si inventava di tutto per impedirglielo, finchè si scopriva che le sue resistenze erano dovute al fatto che da sempre teneva recluso in soffitta Hugo, il fratello siamese di Bart, separato alla nascita perchè macchiato dal germe del male e ritenuto pericoloso per la famiglia e la società. Nei Simpsons ci identifichiamo un pò tutti, ma sono diversi i presidenti latinoamericani a cui scapperebbe un sorriso vedendo questo episodio, mentre sicuramente farebbero un pensierino a la possibilità di recludere il loro fratello malvaggio nella soffitta del palazzo di governo, sperando che almeno da lì smetta di fare casino. Non tutti infatti hanno avuto la fortuna di Fidel Castro, che si è trovato accanto per tutta la vita un diligente ed accontentabile Raul, premiato poi con la presidenza solo in tarda età, quando ormai il rosso rivouzione sbiadiva. Al presidente paraguaiano Fernando Lugo, per esempio, è toccato in fratello Pompeyo Lugo che, seguendo le orme di uno zio despota, ha deciso di diventare uno dei maggiori esponenti del Partito Colorado, ovvero quella forza politica che ha governato a bastonate e mazzette il paese per 70 anni e contro cui Lugo, Fernando ovviamente, si è erto a fermo oppositore, conquistando nel 2008 il Palacio de los Lopez come primo presidente non colorado. Per riportare alla vittoria la forza politica tradizionale del Paraguay e mostrare al mondo che i colorados sanno essere al tempo stesso conservatori e moderni, Pompeyo ha detto non tanto tempo fa che «piuttosto che votare – suo – fratello – voterà – Lady Gaga». Avrà voluto mostrare che dopo quasi un secolo, i colorados hanno chiuso con il nepotismo? Spontandosi a nord, si vede come Correa, in Ecuador condivida una sorte forse simile, ma certamente non migliore: battezzato Rafael con nome d’artista, patisce fin da piccolo le angherie di Fabricio, che di professione è grande imprenditore e di nome è invece artigiano (per la precisione fabbro); odia per istinto i femminei voli pindarici del fratello presidente e lo mette in guardia: «Attento Rafaelito, stai perdendo la retta via del sentiero democratico». Nel frattempo però, la stampa si muove e inizia a sostenere (un tribunale sembra aver dimostrato il contrario proprio ieri) che l’amministrazione di Rafael abbia concesso contratti milionari alle imprese di Fabricio. Il presidente reagisce, dimostra la sua innocenza, ottiene risarcimento dai calunniatori (autori del libro, in grazia alla fantasia, Il grande fratello) e, per star sul sicuro, blocca ufficiosamente qualsiasi appalto pubblico a Fabricio. Ancora peggiore, è il caso di Ollanta Humala in Perù: candidato del centrosinistra progressista, vive con il peso di un fratello illuminato e guerrigliero, a tal punto da essere troppo di entrambe le cose e finire in carcere per sedizione, dove pernotta tuttora.

Antauro Humala prima dell'insurrezione (fonte: la rete)

Antauro Humala prima dell'insurrezione (fonte: la rete)

La colpa di Antauro Humala fu quella di tentare un’insurrezione armata tra le riserve dell’esercito il primo giorno dell’anno 2005. Dopo aver visto 4 albe dal reggimento occupato, aver perso altrettanti uomini ed averne sottratti al nemico (la polizia) solo la metà, Antauro si arrendeva, incamminandosi verso i 19 anni di carcere, di cui ne restano ora ancora 12. Dalla cella continua a professare il suo verbo nazional-razzista e ripete: «I pellerossa sono la razza superiore», poi accusa Ollanta di aver «tradito il nazionalismo ed essersi venduto alla destra». Ultimo non certo per demerito, il caso del presidente cileno Sebastian Piñera. Questa volta, la storia ha girato al contrario rispetto alla vicenda dei fratelli Correa: il capitano d’industria Sebastian è arrivato fino al vertice dello Stato, mentre l’artista o anche musico da pianobar, Miguel, si è limitato ad esserne ben felice, godendo soprattutto dei favori terreni che l’elezione ha portato alla sua carriera ancora mai decollata di pianista e dando in cambio il disgustoso jingle della campagna elettorale del fratello. Questa volta, nessuna critica politica, zero tensione ideologica: Miguel è orgogliosissimo di Sebastian. Peccato però che non si possa dire il contrario e in ogni apparizione pubblica, il presidente cerca di svicolare qualsiasi riferimento al fratello, che per inciso ha spostato la modella argentina Belen Hidalgo. Questo almeno fino a qualche tempo fa, ovvero prima che da Miguel stillasse la goccia capace di far traboccare il vaso: da una denuncia della bella e bionda Hidalgo, si scopre che il musicista è anche un assiduo ubriacone, nonchè drogato, un fatto che quest’agenzia non s’azzarderebbe mai a giudicare, non fosse che durante gli stati alterati, Miguel Piñera picchia la moglie. L’ultima volta che l’ha fatto, si è dovuta improvvisare di gran carriera una vacanza in Brasile, di modo che i fotografi cileni non vedessero i lividi sulla Hidalgo. Due sere dopo, però, Miguel era di nuovo ubriaco al casinò e, davanti al personale di sicurezza che lo invitava ad andarsene, gridava: «Sono il fratello del presidente del Cile, io faccio quel cazzo che voglio». Piñera sarebbe forse il primo a scegliere la soluzione della soffitta, ma ancora una cosa va ricordata: alla fine di quel mitico episodio dei Simposons, si scopriva, dalla posizione della cicatrice rimasta dopo la separazione dei gemelli, che in realtà il fratello malvagio era Bart. La paura fa novanta.

I fratelli Sebastian e Miguel Piñera, nonchè l'ex moglie di quest'ultimo, Belen Hidalgo (fonte: Wikipedia)

I fratelli Sebastian e Miguel Piñera, nonchè l'ex moglie di quest'ultimo, Belen Hidalgo (fonte: Wikipedia)

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