Mondiali: Anonymous minaccia gli sponsor di Brasile 2014

Adidas, Fly Emirates, Coca-Cola e Budweiser sono nel mirino della rete di cyberattivisti. «Abbiamo identificato i siti più deboli e preparato un piano d’attacco», ha annunciato Che Commodore alla rivista Reuters. La settimana scorsa, Anonymous aveva colpito il ministero degli Esteri

A volto scoperto: Anonymous ha annunciato un nuovo attacco (foto: la rete)

A volto scoperto: Anonymous ha annunciato un nuovo attacco (foto: la rete)

Gli sponsor dei prossimi mondiali di calcio, che inizieranno tra poco più di una settimana a San Paolo, sono il prossimo obiettivo della rete di cyberattivisti, Anonymous. Lo ha annunciato l’agenzia Reuters, i cui giornalisti hanno intervistato via Skype un sedicente membro del gruppo, coperto dal nickname Che Commodore, secondo cui l’operazione contro le marche sarebbe già in marcia.

«Abbiamo identificato i siti internet più vulnerabili e steso un piano d’attacco», ha raccontato il giovane, a solo una settimana di distanza dalla violazione di alcuni siti del ministero degli Esteri brasiliano, da cui sono uscite più di 300 email riservate, anche se tuttavia prive di contenuti particolarmente rilevanti, e la lista dei ministri dello Sport di tutto il mondo che parteciperanno ai Mondiali come ospiti d’onore.

Questa volta, nel mirino di Anonymous ci sarebbero in primo luogo i marchi Adidas, Fly Emirates, Coca-Cola e Budweiser, che sono i principali patrocinatori del torneo. L’obiettivo però, sempre secondo quanto spiegato alla Reuters da Che Commodore, non sarebbero i dati top secret dell’ambiente, bensì un più semplice attacco per mandare off line i loro site. «Il DDoS o Distribute Denial of service, è un attacco a basso costo, che consiste in un gruppo nutrito di utenti che replicano migliaia di contatti a uno stesso portale, mandandolo in stallo».

In seguito alla diffusione dell’intervista, non ci sono state prese di posizioni ufficiali da parte dei marchi citati, mentre dal ministero degli Esteri hanno garantito che «il problema è stato risolto e che non è trapelato nulla d’importante». Un affermazione che Che Commodore, però, non ha condiviso, dato che secondo lui «fino a ieri il sito era ancora accessibile» ed è stata pubblicata una conversazione email tra il ministero e il segretario di Stato americano, Joe Biden.

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