Messico: la rete dei narcos arriva fino in Giappone

Ogni anno aumenta il numero di paesi in cui i signori della droga esercitano il loro potere, mentre il mercato è sempre più diversificato. Nel 2012, per esempio, il settore di punta è stato la tratta di esseri umani. Le vittime preferite sono le donne

Le donne sono le vittime principali della tratta di esseri umani (foto: Giulia De Luca / Pangea News)

Le donne sono le vittime principali della tratta di esseri umani (foto: Giulia De Luca / Pangea News)

La guerra alla droga, l’istituzione di nuove forze di polizia che dovrebbero essere estranee alla corruzione, i continui cambi di strategia politica: sembra che nulla serva (o voglia servire) a distruggere il fenomeno del narcotraffico in Messico. Che dire distruggere, già riuscire a scalfirlo sarebbe un ottimo risultato. E invece no. I cartelli messicani della droga hanno aumentato la loro presenza nel mondo: se fino all’anno scorso erano 47 i paesi sotto il loro controllo, ora sono diventati 59 gli stati dove operano le varie organizzazioni criminali.

Non hanno fatto tutto da soli, sarebbe impossibile. Hanno attraversato i vari continenti, hanno corrotto politici, ufficiali e probabilmente molti altri e hanno stretto alleanze internazionali con le organizzazione chiave la criminalità organizzata mondiale. La triade cinese, la mafia giapponese, quella italiana, la russa e la colombiana, ognuno ha il proprio alleato. Secondo Edgardo Buscaglia, capo ricercatore della Columbia University e specialista in criminalità organizzata, che ha da poco rilasciato un’intervista a uno dei principali quotidiani nazionali del paese, «i Los Zetas – il cartello più potente quasi alla pari con quello di Sinaloa, guidato dal temibile Joaquin “El Chapo” Guzman – hanno stretto un’alleanza con le mafie cinesi: un’alleanza per la tratta di esseri umani dalla Cina verso gli Usa passando per il Messico» ha sottolineato.

Se infatti il traffico di droga rimane il settore più sfruttato dalle organizzazioni criminali, quello degli esseri umani sta crescendo in modo impressionante e, come vittime favorite, ha le donne. «Le reti transnazionali di gruppi criminali di origine messicana che sono più cresciute nel 2012 sono legate al traffico di esseri umani. Il business della tratta di persone è aumentato rapidamente e di pari passo con quello della droga», afferma l’esperto. «I russi sono presenti in Messico con almeno cinque bande distribuite tra Tijuana, Città del Messico e Cancùn».

Il cartello di Sinaloa, invece, ha preferito un altro paese orientale, il Giappone, mantenendo con la mafia locale, la Yakuza, un accordo per il traffico di esseri umani; inoltre, i colombiani – anche loro in affari con la Yakuza – hanno costruito rotte attraverso il Messico partendo dalla Colombia per arrivare, come troppo spesso accade, negli Stati Uniti e concludere così traffici illegali dal Giappone. Le organizzazioni criminali messicane possono poi contare sull’alleanza stretta con la mafia siciliana per il traffico di cocaina attraverso l’Oceano Atlantico diretto verso l’Italia e in più su un accordo stretto con l’Ndrangheta calabrese per il traffico di droga proveniente da New York.

Un rete internazionale perfetta, dove tutti hanno interesse a guadagnare e proprio per questo solida e in crescita. Un business plan – come si dice – incredibile, che potrebbe scricchiolare solo se la sete di potere di uno dovesse mettere in pericolo gli altri. Se gli altri gli permetteranno di arrivare ad abbeverarsi.

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