Messico elezioni, per gli hacker ha vinto AMLO

Di nuovo il Messico dei brogli: Anonymous cracka il server elettorale e pubblica numeri che danno per vincente il candidato della sinistra, Manuel Lopez Obrador, con un ampissimo margine sull’avversario di destra, Enrique Peña Nieto, dichiarato invece presidente dalle autorità

Trasparenza: le urne messicane sono scrigni della democrazia o vasi di pandora? (foto: la rete)

Trasparenza: le urne messicane sono scrigni della democrazia o vasi di pandora? (foto: la rete)

Quando il candidato a presidente del centrosinistra messicano, Andres Manuel Lopez Obrador, noto anche come AMLO, ha detto che c’era stato un broglio elettorale, nessuno gli ha creduto: i sondaggi lo davano per sconfitto a tavolino dall’avversario di destra Enrique Peña Nieto, e quindi era in qualche modo normale che anche le stime preliminari confermassero il risultato. Poi, per chi se lo ricorda, c’era lo scandalo delle elezioni del 2000, quando dopo aver perso il testa a testa con l’allora avversario Vicente Fox, AMLO aveva denunciato un broglio ed aveva organizzato un accampamento di migliaia di sostenitori, che occuparono con le loro tende una delle principali strade di Città del Messico, giurando di non volersi muovere fino a che non fosse stato riconteggiato il voto nazionale e mantenendo fede alla propria promessa per mesi. Tenendone conto, davanti alle nuove denunce di broglio, era facile guardare a AMLO e dire: «Anche questa volta, la stessa storia».

   La storia che si ripete nel Messico federale del secolo XXI però non è quella delle false denunce di broglio, ma quella ben più antica dei brogli veri e propri, che registra tra gli episodi più eclatanti quello del 1940, del 1952, del 1958 e del 1988. A denunciarlo sono stati alcuni gruppi di cyber-attivisti, tutti facenti parte della rete internazionale di giustizia informatica, Anonymous. Secondo i giovani smanettoni che stanno usando internet per lavorare insieme ai loro coetani del movimento #YoSoy132, un’iniziativa di protesta studentesca nata in opposizione alla destra di Peña Nieto e oprattutto ai gruppi economici che lo sostengono, c’è un divario importante tra i voti scrutinati manualmente nelle varie sezioni e quelli registrati per via informatica dal software centrale.

   Riassumendo il lavoro da certosino che stanno facendo questi ragazzi, fotografando da una parte le tabelle in cui sono stati scritti i voti contati, e poi confrontano il tutto con i dati estratti penetrando nel sistema centrale dello Stato, su 487 mila voti validi, 199 mila 630 sono di AMLO, candidato vincitore, mentre 146 mila 413 sono di Enrique Peña Nieto, colui che è stato dichiarato primo dalle autorità.

   Dietro questa differenza, c’è un’evidente malafede, in cui numeri chiaramente visibili nelle foto, vengono considerati illegibili dagli scrutatori centrali, oppure, dove si passa da centinaia di voti a decine con la più totale disinvoltura. L’ultima volta, la forza del popolo di AMLO non riuscì a far tornare indietro un voto presumibilmente truccato, vedremo se questa volta l’evidenza matematica di internet avrà più potere. Intanto, per chi volesse seguire gli sviluppi sul conteggio alternativo, i siti che se ne occupano sono: OpenPrep.org, Contamos.org.mx y FotoXCasilla.mx.

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