Mafia delle Stellette: accuse di narcotraffico contro il vicepresidente del Venezuela

L’ufficiale di scorta Leamsy Salazar ha disertato e chiesto asilo in USA. In cambio, offre i segreti del cartello della droga cresciuto in seno all’esercito venezuelano e guidato, secondo lui, nientemeno che dal vicepresidente Diosdado Cabello

Due pezzi facili: Cabello è accusato di essere un capo narco (foto: la rete)

Due pezzi facili: Cabello è accusato di essere un capo narco (foto: la rete)

Lo chiamano El Cartel de los Soles, letteralmente il Cartello dei Soli, ma anche la Mafia delle Stellette, per quei soli dorati appuntati in fila indiana sull’uniforme dei generali venezuelani. Sono un ponte fondamentale nello spaccio di droga mondiale. Comprano la roba dalle Farc sulla frontiera con la Colombia, poi la vendono ai Messicani perché la distribuiscano in Usa, mentre al mercato europeo pensano le cosche italiane. Se ne denuncia, vocifera e lamenta l’esistenza da almeno 21 anni, anche se il fatto non è mai stato confermato in tribunale. Ora però, la questione potrebbe essere arrivata a una svolta e in mezzo c’è finito nientemeno che l’uomo più potente del Venezuela, insieme al presidente Maduro: Diosdado Cabello.

Lo scoop lo ha cucinato il quotidiano spagnolo ABC, citando una fonte anonima della procura criminale del distretto sud di New York. Qui sarebbe stata depositata una denuncia per associazione a delinquere e traffico di droga contro il vicepresidente del Venezuela, il titolare del parlamento e di moltissimi altri incarichi di prestigio, i quali compongono il ventaglio di potere dell’uomo che Hugo Chavez ha designato come suo erede sul letto di morte e a cui, insieme al presidente Nicolas Maduro, ha consegnato il mandato per governare il futuro del socialismo bolivariano.

Il superteste di questa querela, è l’ex capo della sicurezza personale di Cabello, Leamsy Salazar. Il più importante tra i suoi agenti di scorta è fuggito da Caracas a metà dicembre e si è rifugiato negli Stati Uniti. Qui, ha chiesto asilo politico, offrendo in cambio la verità sul burattinaio del Cartello dei los Soles, una verità che di certo sta mettendo in imbarazzo i piani alti dell’esecutivo bolivariano, che invece di ignorare le indiscrezioni, è subito corso a smentirle. «È un’invenzione dell’estrema destra imperialista», ha detto per esempio, senza spilorciare in retorica, il presidente Maduro.

Poche ore dopo, è intervenuto anche uno dei suoi parlamentari, il quale ha confermato la linea della «bugia», ammettendo però che il capitano di corvetta Salazar ha disertato in dicembre, fuggendo negli Stati Uniti. Da Washington, il segretario di Stato aggiunto per gli affari di Droga e Sicurezza, William Brownfield, non ha voluto esprimersi sull’effettiva presenza del militare sotto la protezione della Casa Bianca, come d’altra parte non gli permette di fare la legge sulla privacy americana, però ha confermato che le informazioni in merito alla collusione delle forze armate venezuelane con il narcotraffico, pubblicate da ABC, sono vere.

Il direttore del quotidiano spagnolo, Bieito Rubido, che il ministro delle Comunicazioni venenezuelano, Jaqueline Farias, ha definito «una canaglia mediatica internazionale», ha difeso con forza l’attendibilità delle proprie fonti e ha aggiunto che per il proprio scoop ha utilizzato informatori «dei servizi spagnoli, della Cia e della Dea, che hanno protetto il signor Salazar, il figlio e la moglie, in un hotel di Madrid in cui è rimasto nascosto per tre settimane».

1 commento

  1. Maurizio scrive:

    Maduro smentisce, ma intanto vieta l’espatrio dei militari dal Venezuela. Paura che oltre all’altra decina di militari di alto rango fuggiti e resisi a disposizione della DEA per sostenere le dichiarazioni di Salazar possano aggiungersene molti altri? No, è la destra (non i suoi militari che gli voltano le spalle)…

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