L’ex dittatore Fujimori è il detenuto più caro del Perù

17 funzionari al giorno e 115 mila euro l’anno per l’uomo che inventò l’autogolpe, scatenò una guerra al terrorismo che travolse centinaia di innocenti e oggi si lamenta denunciando che le sue condizioni di reclusione sono da tortura. «Non ho mai visto un carcerato ricevere tante cure e tante visite come lui», dice il capo del servizio penitenziario

Sotto stretta sorveglianza: Fujimori è il detenuto più caro del Perù (foto: la rete)

Sotto stretta sorveglianza: Fujimori è il detenuto più caro del Perù (foto: la rete)

Il peso di Alberto Fujimori continua a gravare sul Perù anche dopo il suo fortunato allontamento dal potere. Passato alla storia per aver inventato l’auto-golpe nel 1992, così come fu definita la virata autoritaria che impresse al governo costituzionale che presideva (per far fronte alla minaccia terrorista di Sendero Luminoso), Fujimori fu arrestato in Cile nel 2005, mentre si preparava a una nuova candidatura a presidente dopo un lungo esilio in Giappone. Estradato in patria nel 2007, fu condannato a 25 anni di carcere per le gravi violazioni dei diritti umani comesse sotto il suo comando e, oggi, è il detenuto più costoso di tutta la nazione.

Secondo quanto ha raccontato alla stampa di Lima il direttore del sistema penitenziario nazionale (Inpe), José Luis Perez Guadalupe, Fujimori viene controllato e servito da 17 funzionari al giorno, tra i quali si contano guardie carcerarie e infermieri. Perez Guadalupe ha detto di non sapere se si possa parlare di condizioni privilegiate per l’ex dittatore, recluso all’interno del carcere di massima sicurezza che sorge all’interno della base navale di Barbadillo, dove sono prigionieri anche il suo ex consigliere presidenziale, Vladimiro Montesino, e il suo storico nemico ed ex leader di Sendero Luminoso, Abimael Guzman.

«Quello di cui sono sicuro – ha detto il funzionario – è che sia il detenuto più caro di tutto il sistema», dato che costa ogni anno 440 mila soles peruviani, cioè circa 115 mila euro. «La cosa paradossale – ha poi aggiunto Perez Guadalupe – è che addirittura Fujimori si lamenta, affermando che le sue condizioni carcerarie equivalgono alla tortura». Se da un lato è vero che gli alti costi di mantenimento di questo prigionerio di lusso non garantiscano che il suo sia un soggiorno privilegiato, bisogna anche tener conto del fatto che l’ex presidente afferma di essere tenuto «in stato d’isolamento», quando il capo del servizio penitenziario dice di «non aver mai visto un carcerato ricevere tante visite come lui».

Fujimori, che con la scusa di combattere il terrorismo scatenò una guerra sporca che insanguinò il Perù negli anni Novanta e portò all’uccisione sommaria di centinaia d’innocenti, mantiene una presenza politica nel Paese attraverso sua figlia primogenita, Keiko. Ex parlamentare e attuale leader del partito di destra Fuerza Popular, Keiko è stata candidato alle presidenziali del 2011, perdendo contro l’attuale capo dello Stato, Ollanta Humala, ma affermandosi anche come la prima donna a disputare un ballottaggio nella storia della sua nazione.

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