mercoledì 26 apr 2017

L’anlista Sobottka: «Il Brasile cerca un suo salvatore»

Mentre il governo Rousseff si gioca il futuro in ore cruciali, i brasiliani si guardano attorno e vedono solo corruzione. Quali sono le prospettive per una nazione che sta chiudendo fragorosamente venti anni di crescita e stabilità. Le risposte del professor Emil Sobottka

Brasile: La chiave del futuro è la pressione popolare, secondo Sobottka. (foto: la rete)

Brasile: La chiave del futuro è la pressione popolare, secondo Sobottka. (foto: la rete)

Professor Sobottka, lei è uno scienziato politico di fama internazionale. Si divide tra le principali università tedesche e quelle brasiliane, inoltre, è segretario generale della Società Brasiliana di Sociologia. Ci può aiutare a comprendere meglio il momento che attraversa il suo Paese? Per esempio, crede che le accuse di corruzione contro i maggiori leader della politica locale, produrranno un rinnovamento della classe dirigente o la soluzione alla crisi arriverà dai partiti tradizionali?

«Alla base di tutto c’è un sistema di voto perverso, che ha reso inutili i partiti e legato i singoli candidati ai grandi capitali. Da qui arrivano i finanziamenti per le campagne elettorali e, in caso di vittoria, la richiesta di favori. È una dinamica che ha alimentato la corruzione. Poi, c’è da dire che tutti i maggiori partiti sono coinvolti nei recenti scandali giudiziari, compreso chi chiede l’impeachment contro la presidente Dilma Rousseff. Quindi, non mi aspetto un grande rinnovamento da parte loro. Vedremo cosa accadrà se la pressione popolare resterà forte e se si darà seguito ai processi. Molte persone credono che questo avrà un effetto positivo nell’ottica di ridurre la corruzione e citano lo scandalo italiano di «Mani Pulite» come esempio. Forse, potreste dirci voi se si è trattato di un’operazione realmente produttiva».

I magistrati a carico delle maggiori inchieste per corruzione, come per esempio il giudice Sergio Moro, hanno ambizioni politiche? La gente lo voterebbe?

«Non mi sembra che il giudice Moro abbia ambizioni personali, ma una grossa parte della cittadinanza vuole trovare un salvatore, qualcuno che faccia un miracolo. Questo è un rischio. La nostra esperienza con Collor de Mello, il primo presidente deposto con un impeachment nel 1992, non fu buona. Era stato eletto in seguito a una crisi, presentandosi come un cacciatore di corrotti, ma poi cadde proprio per un problema di tangenti».

Sta emergendo qualche nome nuovo nella politica brasiliana?

Nelle ultime due elezioni Marina Silva ha fatto la sua comparsa come nuovo leader. Adesso il suo partito ha raggiunto dimensioni nazionali e potrebbe diventare un’opzione concreta. Si è formata all’interno del PT (il partito di Lula e di Dilma). Apparteneva alla sinistra e tuttora mantiene una piccola parte di quell’ideologia, anche se ha incluso posizioni ambientaliste più forti e non è stata toccata dagli scandali dell’attualità.

Lascia un tuo commento