Il Venezuela entra nel Mercosur con in dote petrolio e socialismo

Da oggi Caracas entra a far parte del patto. Per prima cosa adotterà la nomenclatura, poi il dazio esterno comune (10%) e infine le preferenze tributarie con gli altri membri: ci vorranno almeno 4 anni

Benvenuto: una stretta di mano che segna la storia del Mercosur (fonte: la rete)

Benvenuto: una stretta di mano che segna la storia del Mercosur (fonte: la rete)

Quella di oggi diventerà una data storica per il Sudamerica: la Repubblica Bolivariana del Venezuela entra a far parte del Mercosur, quel trattato commerciale che negli ultimi vent’anni ha tenuto unito con alti e bassi il Brasile, l’Argentina, l’Uruguay ed il Paraguay. A sancire formalmente l’ingresso di Carcas, sarà un mini vertice che si terrà oggi, un martedì 31 luglio 2012 qualunque, a Rio de Janeiro, in cui i presidenti di tutti i paesi membri (meno il Paraguay) daranno il loro benvenuto con un semplice ma emotivo evento.

L’ingresso di questo paese segna un marcato spostamento a sinsitra del blocco e la sua ispirazione anti-imperialista si farà molto più evidente sul piano internazionale. A risentirne saranno soprattutto gli Stati Uniti e l’Inghilterra, mentre la Cina potrà sotto questo aspetto avvantaggiarsene. Tuttavia, questa non sarà certamente la caratteristica principale dell’evento, il primato, infatti, spetta evidentemente alle enormi risorse petrolifere di cui dispone il Venezuela che andranno ora, fatte le dovute riserve, ad unirsi con la potenza di Petrobras, la multinazionale degli idrocarburi su cui il Brasile sta costruendo gran parte del proprio sviluppo.

Perchè questo ingresso potesse diventare un fatto reale, si è dovuto attendere una congiuntura eccezionale: con grande tempismo e dimostrando una capacità tecnico-politica notevole, il Brasile e l’Argentina hanno approfittato del ribaltone inflitto all’ex presidente Fernando Lugo in Paraguay (avvenuto solo qualche settimana fa) per sospendere il paese dal Mercosur e votare l’entrata di Caracas. Il parlamento di Asuncion, in maggioranza conservatore, era finora stato l’unica assemblea ad opporsi all’entrata dei bolivariani.

Ora che tutto ciò è avvenuto, i ministeri degli Esteri dei membri storici informano che il primo passo che dovrà compiere il Venezuela sarà quello di adottare la nomenclatura già in uso negli altri paesi. A partire dal prossimo 13 agosto sarà attiva una commissione plurinazionale per lavorare al processo di ingresso e, come secondo grande obiettivo, c’è quello dell’istituzione da parte di Caracas del dazio esterno comune, che nel Mercosur si avvicina alla media del 10%, quando per il Venezuela è molto vicino al 12%.

Più complesso sarà, invece, stando a quanto spiegano dalla diplomazia brasiliana, l’aggiornamento del sistema di tassazione per i prodotti fabbricati negli altri paesi membri, un meccanismo che rispetta le varie morfologie industriali e commerciali, favorendo le nazioni meno sviluppate.

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