Il Papa a Rio: festa, scontri e pericolo attentato

Bergoglio arriva in Brasile: sfida il pericolo con un bagno di folla e parla ai giovani: allarme generazione senza lavoro. Intanto, nella notte, i diretti interessati si scontrano con la polizia a poche centinaia di metri. Gas, molotov, baci gay e una piccola bomba

Folla oceanica: Francesco ha mobilitato una moltitudine (foto: la rete)

Folla oceanica: Francesco ha mobilitato una moltitudine (foto: la rete)

«Non siamo contro Sua Santità, siamo contro le nostre eccellenze». Così ha chiarito il succo della protesta contro il governatore Sergio Cabral, uno dei manifestanti che nella notte di ieri hanno incendiato le strade di Rio, fino a poche ore prima gremite dalla folla festante, che dava il benvenuto a Papa Francesco.

«Non porto oro, né ricchezze, ma il bene più grande che abbia mai avuto: Gesù Cristo», così il Pontefice ha strappato gli applausi nel discorso tenuto assieme alla presidente brasiliana Dilma Rousseff, parlando in portoghese e mostrandosi emozionato.

Era arrivato verso le quattro del pomeriggio, a bordo di un volo Alitalia: il bagaglio a mano, l’umile stanzetta preparata in monastero e, soprattutto, la Papamobile decapottabile, o quasi, sono stati i veri tormentoni della giornata. La sua traversata per le strade affollatissime ha avuto momenti di passione popolare che hanno dato più di un grattacapo al personale di sicurezza.

I fedeli in delirio hanno più di una volta superato il cordone di contenimento e sono arrivati fino al veicolo che trasportava il Santo Padre, per fortuna sempre con buone intenzioni. Tuttavia, si sarebbe poi appreso che in quegli stessi momenti la Polizia Militare di Rio disinnescava una bomba rinvenuta domenica nel Santuario de Aparecida, dove mercoledì Francesco dirà messa.

L’ordigno, dal basso potere detonante, di trovava in un bagno e non ha mai rappresentato un pericolo reale per l’incolumità di chicchessia, però, dimostra i rischi che si stanno correndo in questo primo viaggio internazionale del Papa.

Nella serata di ieri, come accade ormai da settimane, sono continuate le proteste dei giovani brasiliani che, davanti alle deficienze del sistema sanitario, scolastico e dei trasporti, hanno nuovamente dimostrato per chiedere le dimissioni del governatore di Rio, Sergio Cabral, e della presidente Dilma Rousseff. Secondo quanto riportano i reporter locali, dal corteo sono stati lanciati cocktail molotov e la polizia ha risposto duramente con gas e manganellate.

A parte, poi, si è svolta una manifestazione per i diritti degli omossessuali, con un bacio collettivo come forma di protesta pacifica. Domani, secondo il programma, il Papa riposerà, prima di riprendere le attività che dureranno fino a giovedì.

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