Il Messico freme per la battaglia di Michoacan: narcos contro gente contro Stato

Le ronde cittadine che hanno dichiarato guerra ai cartelli messicani del narcotraffico marciano verso Apatzigan, roccaforte della banda dei Cavalieri Templari. Il governo di Peña Nieto teme la guerra civile, schiera l’Esercito e intima ai contadini di tornare a casa, ma intanto i narcos seminano il panico e denunciano l’infiltrazione dei cartelli concorrenti nelle pattuglie dei loro avversari

Tutti a casa: come reagiranno le Autodefensas all'ordine del presidente? (foto: la rete)

Tutti a casa: come reagiranno le Autodefensas all’ordine del presidente? (foto: la rete)

Non è ancora chiaro se l’annuncio realizzato ieri dal ministro dell’Interno messicano Miguel Ángel Osorio Chong segnerà la fine delle Autedefensas Ciudadanas nello stato di Michoacan, ma di certo, è suonato come un avvertimento a non andare oltre il limite raggiunto. Dopo aver tollerato e forse anche incentivato per circa un anno i gruppi di contadini armati che si sono stancati dello strapotere del narcotraffico nelle loro terre ed hanno preso le armi contro le bande, ora Città del Messico tira il freno e ordina loro di smobilitare, trovandosi davanti alla minaccia di una piccola guerra civile.

«La sicurezza delle comunità che abitate tornerà ad essere completamente sotto la responsabilità delle autorità costituite», ha detto Osorio, invitando poi tutti i paramilitari delle Autodefensas Ciudadanas a «ritornare presso i vostri luoghi di origine e le vostre attività quotidiane».

A far traboccare il vaso della ragion di Stato è stata la marcia dei cittadini autorganizzati verso la città di Apatzigan, un centro abitato da 90 mila persone circa, che sarebbe caduto completamente sotto il controllo dei narcotrafficanti appartenenti alla banda dei Cavalieri Templari, una piccola e relativamente nuova mafia messicana, che traffica droghe sintetiche come efedrina e cocaina verso nord e grava con estorsioni e racket le proprie zone operative, usando come bandiera un fervente cattolicesimo evangelico in chiave pulp chicano.

Nate nel 2012 dall’esasperazione davanti alla prepotenza della criminalità organizzata, le Autodefensas si sono armate affrontando nelle strade i sicari dei narcos. Una battaglia a Apatzigan avrebbe però superato in volume gli scontri a fuoco sporadici visti negli ultimi mesi, portando la zona di Michoacan – da sempre particolarmente instabile – sull’orlo di una guerra civile. Inoltre, diversi analisti sostengono che nelle pattuglie di cittadini si stiano infiltrando i mercenari di altri cartelli, che usano questi gruppi per eliminare la loro concorrenza.

Il governo centrale del presidente Peña Nieto ha così schierato decine di poliziotti e soldati dell’Esercito a Michoacan, mandando in scena un remake della politica di scontro frontale coi cartelli che aveva provato, fallendo su tutta la linea, il suo predecessore Felipe Calderon. Mentre le autorità regionali annunciavano di trasferire temporaneamente la sede del potere esecutivo da Morelia ad Apatzigan, tentando di dare un segno di distensione a una popolazione terrorizzata, membri mascherati dei Cavalieri Templari sono scesi in strada incendiando autombili a casaccio e seminando sconcerto. Sembrano questi i preparativi per una vicenda ormai nota nel Messico dei massacri e degli orrori.

Lascia un tuo commento