Ganjaguay: «La Costituzione difende il consumo di marihuana»

Il responsabile della legalizzazione dell’erba in Uruguay, dice che il proibizionismo ha peggiorato la nazione, aumentato la criminalità e l’ha portata verso i casi più drammatici dell’America Latina, pur restandone lontano. Ora, farà una «regolamentazione», in cui lo Stato cederà partecipazione al settore privato, evitando il marketing sulla ganja.

1 dollaro al grammo: la ganja uruguaiana nasce in saldo (foto: la rete)

1 dollaro al grammo: la ganja uruguaiana nasce in saldo (foto: la rete)

1 dollaro al grammo. Il prezzo previsto per l’erba uruguaiana ha fatto grande scalpore, non solo in Europa. Anche la rivista cilena The Clinic, per esempio, che ha intervistato il funzionario responsabile della messa in opera del progetto, Julio Calzada, gli ha fatto subito notare che era più o meno un quarto di quanto non costasse fumare nel loro Paese, e si crede che con il marchio statale sopra, la qualità possa essere anche migliore.

«Salute, sicurezza e diritti». È con questa bandiera che Montevideo procederà a rendere pubblicamente e legalmente accessibile la marihuana. Lo spiega Calzada stesso, secondo cui «in Uruguay ci sono 3 milioni 200 mila abitanti, dei quali 1 milione e mezzo sono sono compresi tra i 15 e i 64 anni. All’interno di questa fascia, ci sono 120 mila persone che almeno una volta all’anno consumano marihuana e, per farlo, devono entrare in contatto con il mercato criminale, finanziandolo».

Per porre fine a questo ciclo che si retroalimenta e che «ha portato il Paese verso i casi più drammatici dell’America Latina, pur restandone lontano, ma anche mostrando la comparsa di crimini violenti legati al grande spaccio che prima non esistevano», lo Stato ha deciso di intervenire, controllando il mercato, regolarizzando l’acquisto della droga e permettendo al consumatore di accedervi legalmente. «Nel nostro Paese la Costituzione difende i consumatori di marihuana, perché nella carta si dice che l’ingerenza della magistratura non può toccare le azioni private dei cittadini, se queste non influiscono sugli altri. Cioè, puoi consumare ciò che vuoi, ma si persegue il modo di ottenere la sostanza».

Il progetto, prevede una «regolamentazione» del mercato dal parte delle autorità, il che significa che si chiederà la partecipazione dei privati, «evitando però che si faccia marketing o pubblicità sulla marihuana». Le prime licenze, arriveranno 180 giorni dopo l’approvazione definitiva della legge e cioè «prima di giugno 2014». Con il famoso prezzo di 1 dollaro al grammo, lo Stato punta a fare concorrenza al mercato illegale, accaparandosi un merato che, «secondo statistiche ancora imprecise, raggiunge un volume da 40 milioni di dollaro l’anno, di cui buona parte resterebbero alle casse pubbliche».

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