Evo Morales: «La salute di Chavez è preoccupante»

Il presidente boliviano schiaccia le speranze dei pragmatici e si affida alla fede per chiedere la guarigione dell’amico: «Speriamo che le nostre preghiere vengano ascoltate»

Pessimista: Evo Morales è preoccupato per la salute di Chavez (Foto: Maria Silvia Trigo / Pangea News)

Pessimista: Evo Morales è preoccupato per la salute di Chavez (Foto: Maria Silvia Trigo / Pangea News)

Il socialismo reale latinoamericano è capace di tutto ciò che, in qualche modo, possa far rima con uguaglianza, anche del cattolicesimo: dopo una telefonata con la famiglia del presidente venezuelano Hugo Chavez, il suo pari e compagno di ideali, Evo Morales, ha parlato di una «situazione preoccupante», invitando chi ci crede ad affidarsi a Dio, nella speranza che «le nostre preghiere per la sua guarigione siano ascoltate».

Ormai da settimane i sostenitori di Chavez si riuniscono per veglie di preghiera in tutto il Venezuela, fuori dal palazzo di governo, ma anche in piccole cappelle in luoghi sperduti del paese e poi non solo: fuori dalle ambasciate degli altri paesi latinoamericani o nelle loro case, nei luoghi in cui le comunità di venezuelani sono un piccolo numero di persone.

Ed è proprio da un altro presidente latinoamericano, a riprova del fatto che il socialismo del Secolo XX° non può essere contenuto solamente entro i confini del Venezuela, che arriva la verità più scomoda, attendibile e disperata: quella di una guerra arrivata all’ultima battaglia, con le armi spuntate e lo scudo rotto.

Resta solo la voglia di combattere a sostenere quel simbolo, nel male e nel bene, di un riscatto anti-imperialista dei popoli latinoamericani, che ora si affida alla sanità cubana per guarire dal cancro muscolare che gli è stato diagnosticato, dimostrando che gli ospedali venezuelani non sarebbero in grado di curarlo e che neppure sarebbero in grado di tenere quel controllo dell’informazione che il sistema Castro invece gli garantisce a L’Avana.

Certamente, il governo di Hugo Chavez ha fornito più informazioni in merito alla salute del presidente di quante non vogliano farvi credere abbia dato i giornali europei. Non è stato tenuto il più stretto riserbo, nè si è mentito come afferma El Pais di Madrid. Tuttavia, non c’è stata nemmeno una trasparenza completa.

È molto poco probabile, infatti, che in queste ore Chavez sia cosciente, altrimenti, non ci sarebbero problemi a garantire la sua presenza alla cerimonia di assunzione di un nuovo mandato presidenziale a cui deve assolutamente partecipare prima del 10 dicembre.

È invece più verosimile credere che, a causa dell’intervento, delle cure, ma soprattutto dei risvolti imprevisti della sua malattia, si trovi privo di coscienza, forse, in quel famoso coma farmacologico di cui parlano alcuni dei suoi critici.

Le prossime ore, certo, saranno decisive, sia per il futuro di Hugo Chavez, che per la storia del modo in cui si fa informazione nel mondo, ma soprattutto, per il presente del Venezuela e, in fondo, di tutti i latinoamericani.

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