Disgelo USA-Cuba: 4 volti noti e un agente misterioso

Roly Sarraff Trujillo continua ad essere l’anello mancante, nell’accordo che ha cambiato la storia della cortina di ferro tra USA e Cuba. Questo padre di famiglia che da vent’anni si dichiara innocente, sarà veramente la spia più importante del dopo Guerra Fredda?

Cambia il vento: i Cinque Eroi sono tutti in libertà, ma chi ha voluto in cambio Obama? (foto: la rete)

Cambia il vento: i Cinque Eroi sono tutti in libertà, ma chi ha voluto in cambio Obama? (foto: la rete)

Lo scambio di prigionieri che la settimana scorsa ha portato Stati Uniti e Cuba a riallacciare le relazioni diplomatiche, conserva ancora un’aura di mistero. I cubani conoscono bene infatti i tre agenti appena rilasciati da Washington, perché il governo Castro aveva da anni abbracciato la loro causa, chiamandoli «eroi» e tappezzando le città coi cartelli che ne chiedevano la liberazione. Allo stesso modo, anche l’americano Alan Gross, collaboratore dell’agenzia per lo sviluppo Usaid, arrestato mentre tentava di allacciare a internet una piccola comunità di ebrei cubani, era stato trasformato nel martire di un regime ossessionato dal controllo delle telecomunicazioni, e molti tra i suoi connazionali lo hanno riconosciuto al suo ritorno nel Maryland.

Tuttavia, a questa lista manca ancora il nome della spia per la cui libertà la Casa Bianca ha dato 3 cospiratori. Obama lo ha definito «uno degli agenti più importanti mai avuti a Cuba». Raul Castro l’ha chiamato semplicemente «spia di origini cubane», e il portavoce della Defence Intelligence Agency, Braian Hale, ha precisato che «era in carcere da quasi vent’anni» e che aveva «interrotto una serie di operazioni in territorio Usa». Sommando questi elementi, è emerso il nome di Rolando Sarraff, un esperto in crittografia dei servizi di L’Avana, arrestato nel’95 con l’accusa di fare il doppio gioco.

Dalla notte precedente la svolta nelle bilaterali cubano-americane, Roly non è più nella sua cella del penitenziario di Villa Marista. «Quando non ha fatto la solita chiamata a casa, i miei sono corsi al carcere – dice la sorella Vilma al telefono – ma non vogliono dare informazioni, oltre riconoscere che non è più lì». Il giorno del suo arresto, Sarraff aveva 32 anni e un figlio di 7, che (ormai 30enne) accompagna ora i nonni nelle ricerche. Alla famiglia e al giudice che lo ha condannato, Rolando ha sempre ripetuto di essere innocente. Se ora si scoprisse che ha sgominato le tre principali cellule cubane in Usa del dopo Guerra Fredda, non gli sarà facile il ritorno a una vita normale. Sua sorella, è preoccupata e non sa «né a chi credere, né cosa sperare».

Una versione di questo articolo è stata pubblicata sul quotidiano La Stampa.

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