Cuba: <b>VIDEO</b> amatoriale di un oppositore picchiato dalla polizia

La consegna di una citazione in giudizio apparentemente priva di motivi validi, si trasforma in un pestaggio della polizia ai danni di due anti-castristi, o forse le cose sono andate diversamente? Difficile dirlo in un paese chiuso come Cuba

Oswaldo Jr: una volta persa l'educazione, si trova la rieducazione (foto: YouTube)

Oswaldo Jr: una volta persa l'educazione, si trova la rieducazione (foto: YouTube)

Non si vede nessun colpo, nè si vedono mai gli aggressori. Questo va chiarito come prima cosa, poichè nessun altro media ad aver ripreso il video in questione l’ha fatto finora in modo esplicito, tuttavia, ciò che si vede sono almeno due nasi rotti ed il sangue que di solito scorre in seguito a queste spiacevoli infrazioni ai lineamenti delle persone. Il resto, sono speculazioni.

Un giovane agente di polizia in bicicletta è nella veranda di una abitazione umile. Cerca di convincere il proprietario di casa, che parla da dietro la porta, ad uscire ed accettare il documento di citazione giudiziaria che tiene in mano. «Prima di prenderlo, voglio sapere di cosa mi si accusa», dice il civile, che poi si scoprirà essere Oswaldo Rodriguez Acosta, un militante anti-castrista del gruppo Movimiento Alianza Patriotica di 46 anni. Rodriguez Acosta si è esprime in modo cordiale e sembra rivendicare un diritto ragionevole. D’altra parte, il giovane ambasciatore in bicicletta del commissariato di zona, appare altrettanto docile: «Non so di cosa la si accusi. Non so nemmeno se la si accusi di qualcosa», dice, e poi accetta di riferire ai suoi superiori gli argomenti del destinatario e tornare presto con una risposta, quindi, salta in sella alla bici e se ne va.

Il video poi si interrompe e riprende con un cartello nero che dice: “alcuni minuti più tardi” e ritorna nella stessa casa, ma con uno scenario totalmente sconvolto: non più due avversari che si rispettano dialogando in modo civile, ma la voce ansiosa di una donna e il volto rotto di un giovane: è il 23enne Osvaldo Rodriguez Castillo, figlio di Rodriguez Acosta che ha il naso spaccato come il padre: entrambi sanguinano copiosamente. Il più anziano dei due uomini parla a voce alta, eccitato ma razionale: «Guardate cos’hanno fatto. Hanno buttato giù la porta», e mostra la porta sul pavimento. Poi esce e si presenta una scena tipica da quartiere povero dell’America Latina, con le case basse e le strade di terra, in cui il vicinato è tutto accorso ad assistere ad un fatto improvviso e sconvolgente.

«Siete tutti testimoni – urla Rordriguez Acosta – siete tutti testimoni che è stato un pestaggio. Sono degli assassini». La gente guarda, ma non dice niente. L’uomo con il profilo spiaccicato in faccia continua a rivendicare i diritti a viva gola: «sappiate che li denuncerò. Tutto questo è accaduto solamente perchè sono un oppositore, perchè lotto contro gli abusi di questo governo di fantocci. Ma sono pronto a resistere fino alla morte». Poi, arriva un gruppo di altri militanti anti-castristi a «manifestare la loro solidarietà» come viene detto nel video.

Cos’è successo ieri a Cuba, davanti alla casa di Oswaldo Rodriguez Acosta ed all’obbiettivo della videocamera di suo figlio, nuovamente Osvaldo Rodriguez Castillo? Difficile dirlo, perchè Cuba resta un paese chiuso alle libere telecomunicazioni dei propri cittadini. Alcuni, possono scegliere di credere che padre e figlio siano stati picchiati per il loro ennesimo atto di ribellione, davanti al documento che chiedeva, senza neanche lo sforzo di inventare una scusa per giustificarla, una loro genuflessione davanti a un capriccio del regime dittatoriale dei Castro.

Oppure, si può credere a ciò che scrive il blogger filo-comunista Yohandry Fontana, il quale presenta prove parziali come quelle fatte circolare dai Rodriguez e parla di un aggressione di questi ultimi ad un poliziotti, venuto in automobile alla loro casa per notificare al più giovane dei due che era renitente alla leva. Da questa situazione complicante, sarebbe scaturita un’aggressione, in cui il giovane avrebbe attaccato l’agente con un oggetto a punta, ferendolo lievemente (como mostrato da foto che rappresentano solo i dettagli di alcuni colpi di punta al centro di quadri di pelle umana potenzialmente anonimi) e poi avrebbe distrutto la volante della polizia a sassate, con l’aiuto del padre: di qui la ncessità di fermarli e le conseguenze dell’intervento di polizia.

Difficile dirlo, finchè internet sarà tutta gestita dagli USA e la poca banda cubana sarà amministrata dallo stato: ma ci sono almeno due dettagli che devono essere sottolineati. Tra le tante cose di cui si accusano gli oppositori cubani, la principale da sempre è quella di essere stipendiati da Washington, attraverso l’agenzia per la cooperazione allo sviluppo, Usaid. Se così è, Oswaldo Rodriguez risparmia molto bene i suoi fondi, perchè vive in una casa povera, in modo povero.

Se la prima gli gioca a favore, la seconda gli gioca contro: perchè nessuno dei vicini accorsi per assitere al parapiglia compie nemmeno un gesto di appoggio al suo reclamo, quando esce in strada con il naso rotto, dopo l’accadimento di tutto ciò che era accaduto? E perchè suo figlio Oswaldo ha smesso di filmare proprio sul più bello. Por Cuba libre.

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