mercoledì 18 lug 2018

Cuba: Vasquez sarà liberato, finito il digiuno degli anti-Castro

do 10 giorni di sciopero della fame dei cosiddetti “dissidenti”, il governo cubano ha rispettato la condanna per illecito economico comminata all’oppositore Vasquez Chaviano ed ha promesso che nelle prossime ore sarà a casa: la strategia contro gli avversari politici di Cuba è cambiata

Serratura: si apre la porta di una cella e rivela un cambiamento nel metodo di repressione (foto: la rete)

Serratura: si apre la porta di una cella e rivela un cambiamento nel metodo di repressione (foto: la rete)

Il politico anti-castrista Jorge Vasquez Chaviano sarà liberato nelle prossime ore. La notizia, fatta arrivare per vie informali dalle autorità carcerarie alla moglie, ha posto fine allo sciopero della fame che per circa 10 giorni ha messo a dura prova fisica alcuni compagni di militanza del detenuto.

Vasquez Chaviano, di 42 anni, era stato arrestato nel marzo scorso mentre si recava dalla natale Sagua La Grande a L’Avana, che dista 350 km circa, per assistere alla visita di Papa Benedetto XVI. Le accuse nei suoi confronti erano quelle di aver commesso un illecito economico che, del tutto legale nella maggior parte dei paesi del mondo, viene invece punito con una pena di alcuni mesi sull’isola.

Secondo gli attivisti entrati in sciopero della fame alcuni giorni fa, comunque, la condanna ricaduta su Vasquez era già conclusa da diversi giorni e per questo l’uomo doveva essere liberato. Se il suo rilascio sarà effettivamente rispettato, come si crede, le autorità cubane confermeranno di aver cambiato strategia in merito alla lotta contro il dissenso ideologico: non più lunghe detenzioni correttive, sempre più difficili da presentare sul piano internazionale, ma molti fermi temporanei, anche di 24 ore, o limitati ad alcuni mesi, che mantengano sotto pressione gli oppositori, ma che violino anche in misura minore i loro diritti d’espressione.

Nel corso dei 10 giorni di digiuno appena trascorsi, uno dei membri più noti della protesta, l’attivista di colore Joge “Antunez” Garcia, aveva sofferto uno scompenso ma, anche dopo il ricovero ospedaliero, si era comunque rifiutato di ingerire cibo. D’altra parte, la portavoce del gruppo, la 67enne Marta Beatriz Roque, ha ricordato che, pur riprendendo a nutrirsi, lei e i suoi continueranno le loro attività di dissenso, fino alla liberazione di tutti gli anti-castristi dal carecere di Santa Clara.

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