La notizia della chiusura imminente del DAS circolava ormai da due anni, ma il fatto che la sua effettiva dissoluzione sia arrivata solo pochi giorni dopo l’elezione a sindaco di Bogotà di un ex guerrigliero di comunista fa comunque pensare. Il DAS rappresentava molte cose in Colombia, ma soprattutto rappresentava quello che per molti era il braccio paramilitare dellex presidente Alvaro Uribe.
Alla stampa, il presidente Santos ha detto esplicitamente che non si tratta di una semplice riforma ma di una vera e propria dissoluzione. C’è da capirlo, la situazione del servizio segreto aveva intrapreso una strada senza uscita. L’utimo scandalo legato ad intercettazioni illegali venuto a galla la scorsa settimana rappresenta, in questo senso, solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Quella del DAS, ad ogni modo, è una storia costellata di scandali. Il punto di non ritorno, probabilmente, era stato toccato lo scorso settembre, quando venne alla luce che diversi ex agenti molto poco contenti avevano fatto filtrare una imponente massa di informazioni riservate. Tra queste le vere identità di alcuni loro colleghi, gli indirizzi di diversi uffici usati come copertura ed i piani di diverse missioni operative.
La soppressione del DAS si inserisce ufficialmente nelle manovre di riforma dello stato portate avanti dal presidente Santos. Alcune dell funzioni svolte dall’agenzia passeranno ad altri enti e ministeri, mentre per l’intelligence è già stata creata una nuova entità, la Agencia Nacional de Inteligencia. Nel paese, però, gli esperti sostengono che serviranno anni perchè la nuova agenzia cominci a svolgere reali funzioni; prima sarà necessario smantellare completamente il DAS, e tutto sembra, fuorché un’operazione semplice.









