mercoledì 15 ago 2018

Colombia: bomba Farc all’oleodotto, 120 mila senz’acqua

È il secondo attentato in due giorni ed il 67esimo dall’inizio dell’anno, un record rispetto al 2011, che mostra una nuova strategia di lotta. Contro chi dà per spacciata la guerriglia, il suo capo, Alfonso Cano, dice: «i fatti dimostrano che siamo invincibili»

Troncato: le Farc hanno colpito un altro oleodotto della Ecopetrol (foto: la rete)

Troncato: le Farc hanno colpito un altro oleodotto della Ecopetrol (foto: la rete)

Non demordono le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, anche dette Farc. Nonostante i commentatori indichino in modo praticamente unanime che questo gruppo si trova nell’ultima fase di un lungo declino, i suoi attentati perdurano. Nella notte di sabato è stato fatto esplodere l’oleodotto Caño Limon Coveñas, nella regione colombiana del Boyacà e, sebbene la bomba non abbia causato vittime, il versamento di greggio nei fiumi di Boyacà ed Arauca è stato ingente e 120 mila persone, residenti in 3 cittadine della provincia di Aurauca, a valle del Boyacà, sono rimaste senz’acqua.
Al momento non è ancora stato quantificato il volume di petroloio che si sarebbe riversato nei corsi d’acqua, ma la falla è già stata tappata. L’oleodotto è di proprietà della Ecopetrol, società statale colombiana, secondo cui il tubo ha una portata da circa 80 mila barili al giorno.
Il ministero della Difesa di Bogotà, invece, ha segnalato un dato sorprendente: quello di sabato è stato il 67esimo attentato che le Farc hanno diretto contro un oleodotto dall’inizio dell’anno, un numero che triplica quanto fatto dallo stesso gruppo guerrigliero nei primi sei mesi del 2011. La 66esima bomba era arrivata solo venerdì, come parte di una coppia di attentati, entrambi diretti contro l’Ecopetrol. Dal loro punto di vista, infatti, colpire una società al 100% pubblica equivale a colpire lo Stato.
Al di là delle intenzioni, il gesto segnala evidentemente un rinnovo della strategia da parte dei faariani, i quali hanno diminuito, ma non dismesso la pratica dei sequestri, tant’è che non molte settimane fa rapirono e poi liberarono (come avviene per la maggior parte dei loro ostaggi) un giovane giornalista freelance francese. Per quanto riguarda gli scontri a fuoco con l’esercito, poi, neanche in questo caso si può parlare di una tregua, visto che a fine marzo l’esercito uccise 31 guerriglieri e ne catturò 3, subendo poi ad inizio aprile la rappresaglia degli insorti, che fecero 6 vittime tra le forze armate.

Allora, davanti a quelli che danno per spacciate le Farc, il nuovo capo, dopo la decimazione dei vecchi, ha dichiarato che «i fatti dimostrano che la guerriglia è invincibile». Non è infatti detto che chi è impossibilitato a vincere, sia facile da battere.

Lascia un tuo commento

Powered by WordPress | Servicios de diseño