Cinema, Oliver Stone: «Felipe Calderón è come Bush nel 2001»

Il regista torna in quello che lui chiama il “cortile ignorato” degli Usa, l’America Latina, per presentare il suo film “Savages”, che tratta di narcotraffico. E da Città del Messico mette a confronto il governo Bush con quello dell’ormai ex presidente messicano Calderón…

«Non sono uno psicologo né conosco personalmente il presidente Calderón. E nemmeno seguo la politica messicana nei dettagli, però chiunque si è potuto rendere conto che la guerra che ha lanciato (Calderón, ndr.) contro i cartelli della droga è stata una follia, un disastro». Oliver Stone, grande e sempre polemico regista di Hollywood, lascia poco spazio all’immaginazione. E durante il suo soggiorno in Messico per presentare il nuovo film “Savages” (Le Belve) che tratta proprio del narcotraffico tra il paese latinoamericano e gli Usa, sferra un attacco alla politica messicana degli ultimi anni e, indirettamente me neanche troppo, a quella statunitense del presidente George W. Bush.

Stone, che da sempre nei suoi lavori – tanto lungometraggi come documentari – pone l’accento su tematiche politiche e sociali complesse, sostiene che «Calderón si è innamorato dell’idea di Bush del 2001, quando decise di dichiarare guerra all’Iraq. Tutta quella violenza fu inutile e causò più di 50mila morti». Per questo, secondo il regista di “Assassini Nati” e del discusso documentario sul presidente del Venezuela Hugo Chávez, alle recenti elezioni ha trionfato il candidato del PRI: partito opposto al PAN di Calderón e che prima della vittoria di quest’ultimo aveva governato il paese per 70 anni.

«Suggerisco al governo di legalizzare (la marihuana), tassarla e aiutare così la sua economia in modo che non ci siano più gangster» ha poi aggiunto Stone, dichiarandosi in favore della liberalizzazione delle droghe leggere come modo per dare un colpo al narcotraffico e agli enormi interessi economici che muove, gli unici responsabili della situazione secondo il regista. «Sappiamo che alcuni uomini politici hanno fatto accordi con i cartelli della droga, però non solo loro. Anche l’Esercito… parliamo di corruzione, che sta qui, dietro l’angolo. Molta gente fa parte di questo giro d’affari, però possiamo fare un primo passo con la depenalizzazione. Come società siamo preparati, molti di noi fumano dal liceo, in qualsiasi parte del mondo».

Il film è tratto dal libro “Savage” di Don Winslow, un ex investigatore privato statunitense autore anche di un altro romanzo sul narcotraffico, “Il potere del cane”, che affronta, tra le molte storie contenute, anche il tema della permanenza al potere del PRI e dei possibili legami con i signori della droga. «Il narcotraffico è sempre stato presente in Messico, come i sequestri, solo che adesso ne veniamo più a conoscenza – ha aggiunto Sandra Echeverría, una delle attrici di un cast che conta su attori come Benicio Del Toro, Salma Hayek, John Travolta e Demian Bichir -, il problema della guerra tra i cartelli è la corruzione in entrambi i paesi (Messico e Usa)».

 

 

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