Cile: ancora scontri per l’educazione pubblica

A una settimana dal quarantesimo anniversario del golpe di Augusto Pinochet e a due mesi dalle elezioni presidenziali, la protesta del movimento studentesco non si è ancora fermata e ieri ci sono stati nuovi incidenti a Santiago e in altre città del paese

Sono stati più di 25 mila gli studenti medi e universitari scesi in piazza ieri a Santiago del Cile per prendere, una volta ancora dopo più di due anni di lotte, un sistema educativo gratuito e pubblico. A questo, vanno aggiunti tutti gli altri loro coetanei che hanno manifestato nelle stesse ore nel resto del Paese, affrontando le forze di polizia in numerosi episodi.

A meno di una settimana dalla data che segnerà l’anniversario dei 40 anni del golpe di Augusto Pinochet e a meno di due mesi di distanza dal voto, la tensione sociali in Cile aumenta.

«Finché i candidati a presidente continueranno ad ignorare le nostre richieste, il movimento continuerà a protestare. Le manifestazioni continueranno anche dopo le elezioni», hanno dichiarato dalla Federazione Studentesca (Fech), che coordina le attività di varie sigle.

Intanto, le autorità della capitale hanno fatto sapere che nella giornata di ieri ci sono stati 214 arresti, 52 dei quali sono minorenni.

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