«Che bello, i giovani vogliono andare su Marte», intervista a Fidel Castro

L’organo ufficiale del partito comunista cubano, Granma, ha pubblicato ieri un’intervista all’ex presidente (ed eterno comandante) Fidel Castro: «Chavez si riprende (…) ho mal di gambe (…) ho votato per le donne – e – sono contento che ci siano giovani entusiasti di colonizzare Marte»

Fruit Fidel: il Comandante nell'immaginario gastronomico cubano (foto: Valerio Santurro / Pangea News)

Fruit Fidel: il Comandante nell’immaginario gastronomico cubano (foto: Valerio Santurro / Pangea News)

Dopo aver sorpreso tutti con una apparizione pubblica da comune cittadino, Fidel Castro torna ora a stupire fans e detrattori concedendo un’intervista inattesa. Protetto dalla complicità della condiscendente stampa legale cubana, il comandante della Rivoluzione ha parlato dallo stesso seggio elettorale in cui lo si era fotografato la settimana scorsa ed ha detto di sentirsi acciaccato ma sereno. Dimostrandosi perfettamente lucido, arguto e combattivo sul piano della lotta di classe e dello scenario internazionale, il vecchio Lider Maximo ha tradito forse solo un pò di sentimentalismo rispetto alle cose del mondo, che osserva ancora con interesse.

«Il vertice dei Paesi Latinoamericani e dei Caraibi Celac è stato un successo, non trova?», ha chiesto a Fidel la giornalista Ana Baldia, sentendolo subito ribattere: «Le risponderò con vero piacere, ma lasci prima che le racconti una cosa che ritengo interessante. Ho letto un lancio d’agenzia secondo cui una compagnia olandese sta lavorando a un progetto per colonizzare Marte, insieme ad altri pianeti ed asteroidi. Stanno anche reclutando giovani per inviarli sul posto e credono che sarà più o meno come quando gli spangoli conquistarono questo emisfero. Le persone che decidono di partire, però devono farlo a patto di non ritornare: devono restare nella colonia dove c’è un atmosfera e una gravità diversa dalla terra. Che bella cosa! Stanno reclutando dei giovani, c’è chi ci va senza problemi».

È questo il Fidel Castro di oggi, quello appassionato di astronomia, archeologia e demografia mondiale che da anni spesso si dilunga nelle Riflessioni che scrive per la testata Cuba Debate in profonde elucubrazioni millenariste. Ma anche lo stesso vecchio Fidel che ha spodestato una dittatura partendo da un manipolo di uomini e che oggi, dopo aver governato un paese povero contro la tempesta di molti nemici forti, non si tira ancora indietro davanti a una discussione politica: «Avete visto la campagna di discredito che stanno facendo contro Chavez in Venezuela? È una cosa orribile», secondo il comandante, il quale afferma che «dopo Bolivar e Martì», i padri della patria venezuelana e cubana, promotori di un’America Latina indipendente e sovrana, «nessuno ha fatto più di Chavez per la libertà e l’unione di questo continente».

«Ha saputo qualcosa di Hugo Chavez?», ne aprofitta la reporter cubana Gladys Rubio. «Si, tutti i giorni. Si sta riprendenendo, secondo il referto medico che ho ricevuto oggi, domenica 3 febbraio a mezzogiorno». «Migliora?», insistono dall’alto latro dei taccuini: «Si, si. Sono stati giorni difficili e duri. I nostri medici sono completamente votati a questo compito. Questo è ciò che posso dirle, perchè il diritto di informare spetta giustamente al Govero Bolivariano – del Venezuela – ed alla sua famiglia».

Passano gli anni, ma colui che tra i suoi compatrioti è conosciuto come il Lider Maximo, non abbassa mai la guardia. A rallentarlo e tenerlo in casa più di quanto vorrebbe, sono soprattutto gli acciacchi fisici. Quelli che, come ha spiegato nell’intervista, stavano per convincerlo a votare per posta alle legislative cubane, salvo poi decidere di andare personalmente: «Mi piace sfidare le scale», ha detto ironico Castro, il quale ha parlato dei dolori che gli causa ancora la frattura al ginocchio che si provocò cadendo nel 2004, e quelli che invece gli derivano dalla malattia intestinale che ha contratto nel 2006 e da cui è miracolosamente guarito.

«Non le chiedo per chi ha votato perchè il voto è segreto», gli dice poi un’altra cronista. «Commetto un reato se lo dico?». «No, se lo dice lei, no». «Ho votato per due donne, il 50% dei nostri parlamentari sono donne, poi ho votato anche per un uomo perchè non si sentisse discriminato. Guardi che si mi fanno processo per quello che ho detto la vengo a chiamare». Scherza, Fidel, 87 anni e soprattutto voglia di scherzare: «Io penso a queste cose per che ho tempo, chi lavora ha certamente meno tempo per fantasticare».

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