Chavez nazionalizza il paradiso caraibico di Los Roques

Fuori i ricchi e dentro i poveri: saranno espropriate case, alberghi e posadas abusive, molte delle quali sono di proprietà italiana. Tutto iniziò con l’Hilton dell’Isla Margarita, intanto, un milione di bambini poveri pensa già a cosa mettere in valigia.

La spiaggia di Gran Roque a Los Roques (fonte: la rete)

La spiaggia di Gran Roque a Los Roques (fonte: la rete)

«Los Roques non deve essere un’esclusiva della borghesia e adesso potranno andarci anche i poveri, che prima, invece, ci arrivavano solo per servire i ricchi». Lo ha detto ieri il presidente venezuelano Hugo Chavez con una risatina ironica, mentre annunciava per radio l’inizio della «liberazione» del Territorio Insular Miranda, un distretto creato in ottobre, che comprende tre meravigliosi arcipelaghi caraibici e le cui foto mozzafiato riempono gli album di molti nostri connazionali, perchè, oltre ad essere un luogo bellissimo, è anche un avamposto dell’industria alberghiera italiana.

Il provvedimento era nell’aria. Il primo passo lo si era dato in agosto del 2009, con la nazionalizzazione dell’hotel Hilton de la Isla Margarita, una delle maggiori e belle della zona, che però sembra essere rimasta esclusa dall’intervento di ieri su case e posadas. Poi, solo pochi mesi fa era venuto il turno dei traghetti che uniscono quotidianamente il Venezuela ai suoi arcipelaghi da sogno. Infine, la creazione del Territorio Isolano Miranda, intitolato ad un padre della patria venezualana a cui il governo ha anche dedicato un giocattolo. Questa zona è stata assegnata amministrativamente alla giurisdizione del fedelissimo ammiraglio di marina Armando Laguna Laguna. Un militare dalla carriera segnata e ribadita giù dal nome, che è stato fortemente criticato da alcuni di quei colleghi che hanno lasciato le forze armate a causa del loro dissenso con il governo socialista.

Nel discorso di ieri, il leader e ideatore della rivoluzione bolivariana non ha mai usato la parola «nazionalizzazione», sebbene in passato non avesse mai esitato ad usare il termine come una bandiera. Forse perchè in questo caso, per la prima volta in assoluto da quando egli è al governo, ad essere «liberate» non sono state le grandi società industriali, ma proprietà private come ville, alberghi e posadas, locande piccole ma di lusso che punteggiano le finissime spiaggie delle isole in questione.

Una foto di Gran Roque, la maggiore delle isole nazionalizzate (fonte: la rete)

Una foto di Gran Roque, la maggiore delle isole nazionalizzate (fonte: la rete)

Il primo provvedimento di un esproprio di cui si sa ancora poco, sarà quello di inviare sul posto «bambini, bambine, adolescenti e famiglie intere», che prima non avrebbero mai potuto sognare di conoscere le scaglie di paradiso che vanta il loro paese e che ora potrebbero preparare invece presto le valige. Ad affermarlo è stato lo stesso Chavez, facendo riferimento al programma Missione Bimbi di Quartiere, e parlando di un primo contingente-vacanze per un milione duecentomila ragazzi.

Per quanto riguarda la tutela delle imprese italiane della zona, non c’è stata ancora nessuna presa di posizione ufficiale, fatta eccezione per le dichiarazioni rilasciate all’ANSA da Ricardo Casunno, titolare della Fedecamaras, la principale associazione per la difesa degli interessi commerciali del Venezuela. Casunno ha detto: «Sappiamo che molte delle posadas della zona sono gestite da italiani (…) e siamo sicuri che la nazionalizzazione darà un duro colpo all’industria turistica, che già attraversa tempi difficili».

 

 Il video dell’annuncio di Chavez

1 commento

  1. Michele says:

    Generale Ciccio-Bombo, yo te quiero!!!

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