Chavez: da oggi tutti i venezuelani sono donatori d’organi

La donazione presunta è legge: in caso di morte cerebrale, qualsiasi venezuelano che non abbia manifestato il parere contrario a donare, sarà automaticamente considerato disponibile a cedere organi. La famiglia non avrà voce in capitolo, ma donare non è un obbligo, basta una telefonata o un email. Si prevede una diminuzione delle morti in attesa di trapianto, nonchè del traffico d’organi

Statistiche: 3.200 venezuelani attendono un trapianto (foto: Filippo Fiorini/Pangea News)

Statistiche: 3.200 venezuelani attendono un trapianto (foto: Filippo Fiorini/Pangea News)

Il socialismo bolivariano entra nel terreno della bioetica e lo fa con i piedi di piombo, svegliando gli sterpi della polemica tra i suoi detrattori e il frastuono d’ammirazione tra chi lo appoggia: come promesso, il governo di Hugo Chavez ha varato prima della fine dell’anno la cosidetta legge sulla Donazione Presunta, nel cui articolo 27 si precisa che ogni cittadino del Venezuela è considerato un donatore di organi, cellule e tessuti, nel caso in cui riceva una diagnosi di morte encefalica in un qualsiasi ospedale del paese. Per non essere parte del sistema, è prevista una semplice procedura di rinuncia attraverso internet o un numero telefonico gratuito, ma se non si formalizzano le dimissioni dal club, una volta in coma neanche la famiglia potrà metterci parola.

Il dibattito che ha sollevato il varo della legge è molto acceso, soprattutto perchè le stesse autorità governative riconoscono che l’anno appena trascorso sarebbe dovuto servire ad informare la popolazione dei termini del nuovo regolamento e invece ha in buona parte fallito il proprio scopo. Visto che ora tra la cittadinanza regna l’ignoranza e il timore, la legge non sarà applicata in forma stretta da subito, ma è stata prevista una fase di adattamento, che farà da anticamera ad un sistema innovativo non solo per l’America Latina, ma per tutto il mondo.

In base a quanto spiegato al network anti-chavista Globovision dall’avvocato Juan Carlos Gutierrez, i termini della regola sono stati dettati soprattutto dalla volontà del paese di adattarsi a norme internzionali a cui ha aderito già dal 2008, come membro dell’Organizzazione Mondiale della Salute (Oms), ma soprattutto dalla necessità di affrontare un problema di sanità pubblica che convinzioni culturali e religiose continuano ad ostacolare, anche davanti all’incapacità della scienza di dare una risposta alternativa allo stato vegetativo perenne.

Il nefrologo e pediatra Elizabeth Montoya ha informato nello stesso programma televisivo in cui è intervenuto Gutierrez, che attualmente 3.200 venezuelani attendono il trapianto che molto probabilmente gli salverebbe la vita, il 2% dei quali muore ogni anno a causa della mancanza di donatori. Con la nuova legge, è innegabile, aumenteranno le persone che per difetto acconsentiranno alla donazione dei loro organi, magari senza rendersene conto, tuttavia, diminuiranno anche le morti in fila e diminuiranno anche gli omicidi mirati al traffico d’organi.

Esiste la legge che tollera ignoranza? No, in nessuno paese. E in questo caso, per quanto riguarda i minorenni, a decidere saranno ancora i genitori, i quali dovranno invece espressamente segnalare che intendono inserire il figlio nelle liste dei donatori: una scelta importante, visto che il 25% di quelle 3.200 persone in fila per la vita, citate dalla dottoressa Montoya, sono pazienti pediatrici.

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