<b>Cucina Latina:</b>la ricetta del Pan de Muertos, il dolce dei morti allegri

Nella terra di Emiliano Zapata l’incontro tra ricorrenze cattoliche, costumi precolombiani e Tequila ha dato vita alla singolare abitudine di festeggiare in puro stile carnevalesco il giorno di Ognissanti e la Commemorazione dei Defunti che ad esso segue.

 

Il pan dei morti offerto sulla tomba di un caro estinto (foto: Filippo Fiorini/Pangea News)

Il pan dei morti offerto sulla tomba di un caro estinto (foto: Filippo Fiorini/Pangea News)

Camminando oggi per le strade assolate di un qualsiasi “pueblo” del Messico potreste probabilmente imbattervi in una moltitudine festante di uomini, donne e bambini diretti al cimitero con un carico di candele, ghirlande di fiori e alimenti di vario genere, tra cui soprattutto dolci e tequila con cui celebrare i loro cari defunti.

In gran parte dell’America Centrale infatti l’1 e il 2 di novembre, detti Dias de Muertos, costituiscono un’occasione per ricordare e “incontrare” i propri antenati e familiari scomparsi, offrendo loro cibi e bevande, dedicandogli balli, musiche e maschere, in una sorta di mistico e colorato omaggio all’oscura entità il cui nome e la cui ombra da sempre terrorizzano il nostro Continente, Vecchio e pessimista.

Per le strade si vendono le calaveras, teschi sorridenti di ogni forma e colore: di zucchero, cotti al forno o di ceramica, da utilizzare come macabre lampade. Nessun inferno o castigo eterno da temere, nessuna beatitudine o paradiso a cui aspirare; per i popoli originari della regione Mesoamericana – comprendente grossomodo gli attuali Messico, Guatemala, Belize, Honduras, El Salvador e Nicaragua – la morte non aveva le connotazioni morali tipiche della religione cattolica: il cammino nell’aldilà era determinato dal tipo di “trapasso” e non dal comportamento mantenuto in vita.

Andando ben oltre la classica partita a scacchi, il “tristo mietitore” dei popoli precolombiani non si veste di nero, non è armato di falce, non è serio né minaccioso, ma al contrario ride, beve, balla, accetta provocazioni e sberleffi e perché no, dolci fatti in casa come il Pan de Muertos, che oggi vi proponiamo.

Il singolare e variopinto carnevale potrebbe sembrare una sorta di opera vivente di José Guadalupe Posada, l’artista messicano che rese celebri nel mondo le calaveras dando uno stile iconografico alla rivoluzione capeggiata dal leggendario Emilio Zapata, che nel 1910 mise fine al regime dittatoriale di Porfirio Diaz.

La morte è democratica – aveva lasciato detto Posada prima di morire nel 1913, povero come quando era nato sessant’anni prima – già che alla fine dei conti ogni individuo, povero o ricco che sia, finisce diventando una calavera”.

Ingredienti del Pane dei Morti messicano (le dosi, nonché le istruzioni, sono fornite con incredibile precisione non perché chi scrive sia della vergine, e nemmeno di stirpe ariana – caratteristiche che se coincidenti possono essere assai pericolose – ma perché in termini di pane, si sa, il dettaglio è tutto):

  • 620 – 680 gr di farina “00”;
  • 125 gr di burro;
  • 100 gr di zucchero;
  • 4 uova;
  • 120 ml di latte;
  • 120 ml di acqua;
  • 25 gr di lievito di birra;
  • 6 gr di sale;
  • 1 cucchiaio di semi di anice;

Per lo sciroppo d’arancia con cui decorare al finale:

  • 100 gr di zucchero
  • 60 gr di scorza di arancia grattugiata
  • 100 ml di succo d’arancia (spremuta)

Preparazione

In un pentolino fate scaldare a fiamma molto bassa il burro, il latte e l’acqua. Devono essere caldi ma non bollenti (circa 35/38°). Togliete dal fuoco. 

In una terrina molto grande mescolate 200 grammi di farina, il sale, lo zucchero e i semi d’anice. Sciogliete il lievito nel pentolino e quando schiuma versatelo lentamente nella terrina. Amalgamate il tutto con una forchetta: unite le uova una alla volta, aggiungendo l’uovo successivo solo quando il precedente è completamente amalgamato. Aggiungete poco per volta altri 300 g di farina continuando a lavorare, fino ad ottenere un impasto morbido ma non vischioso. 

Trasferite l’impasto su di un piano pulito e leggermente infarinato e continuate a lavorare con le mani fino a quando sarà liscio e omogeneo (circa 10 minuti). Rimettetelo nella terrina unta con un filo di olio (di mais o girasole), coprite con pellicola trasparente e fate riposare in un luogo tiepido fino a che la pasta non abbia raddoppiato il suo volume.

Riprendete ora l’impasto del pane e lavoratelo per qualche minuto con le mani sul piano infarinato e le mani leggermente unte. Ricavate un pezzo dall’impasto con cui farete le parti di decorazione, date la forma di una pagnotta schiacciata alla parte più grande e sistematela su una teglia rivestita di carta forno.

Accendete il forno a 180° e con la pasta modellate 4 strisce allungate e una pallina: ponetela al centro del pane dei morti e da essa farte partire i “raggi”, che avete modellato. Sistemate in forno già caldo e fate cuocere per circa 40 minuti. Il pane dei morti messicano deve risultare ben dorato.  Nel frattempo preparate lo sciroppo d’arancia mettendo in un pentolino lo zucchero, la scorza e il succo d’arancia. Portate fino al punto di ebollizione, togliete dal fuoco e filtrate. Sfornate il pane e spennellate subito con lo sciroppo, lasciate raffreddare e poi spolverate con lo zucchero a velo. Adesso sì, gustatelo come più vi aggrada, non dimenticando un “trago” di tequila di tanto in tanto.

 

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