<b>CUCINA LATINA:<b/> salsa piccante, il demonio del Suriname

Pangea scherza col fuoco nella terza puntata di Cucina Latina, rivelando la ricetta segreta del Surinam Sambaal Rauwe Aardappel, la salsa piccante che vi farà avere le labbra di Seedorf

 

Inferno: peperoncini come corna di diavoli, per il miglior piccante che abbiate mai provato (foto: National Geographic/Laura Henry)

Inferno: peperoncini come corna di diavoli, per il miglior piccante che abbiate mai provato (foto: National Geographic/Laura Henry)

Appassionati del piccante e studenti DAMS fuoricorso dalle oscure fami notturne, a voi la Surinam Sambaal Rauwe Aardappel, una salsa dalle coste del Suriname, piccolo paese del centroamerica, crocevia di culture, lingue e sapori e terra natale di glorie del calcio vecchie e attuali come Aaron Winter, Edgar Davids e Clarence Seedorf. In quest’ex colonia olandese si mescolano secoli di influenze coloniali e flussi migratori provenienti da ogni parte del mondo, riflessi nel mosaico di lingue che vi si possono incontrare: dall’olandese, la lingua tutt’ora ufficiale, all’ inglese, dal portoghese allo spagnolo, al francese; il cinese cantonese e il mandarino, il giavanese e l’indostano, un dialetto dell’India, arrivati da Oriente nel secolo scorso con le numerose colonie di operai; le lingue amerinde, autoctone dei popoli del centroamerica, e alcuni dialetti creoli.

La salsa qui presentata può essere utilizzata a piacimento per condire pollo, verdure e tutto ciò che per voi richieda l’uso del piccante. Va servita fredda, e si consiglia di lasciarla riposare due o tre giorni dopo averla elaborata.

Ingredienti:

  • 1 patata bianca;
  • 2 spicchi di aglio;
  • 3 peperoncini piccanti freschi ( o più secondo i gusti); in America Latina l’ideale sarebbe il Locoto (o Rocoto), “demoniaco” peperoncino base di molti piatti boliviani e peruviani.
  • 1 cucchiaio di curry;
  • olio di semi di girasole, 3 – 4 cucchiai a seconde della densità voluta;
  • sale.

 

Preparazione:

Frullare insieme la patata, l’aglio, i peperoncini e il curry; in assenza di un frullatore potrete sempre collocarli in un recipiente e processarli con quella che le massaie possessive e nostalgiche delle amazzoni chiamano “frusta elettrica” (“moulinex” o qualsiasi suo parente); gli amanti della vecchia scuola potranno sempre fare uso del classico vecchio mortaio, più faticoso ma ugualmente efficace e mai fuori moda. Mettere il tutto in una terrina capiente.

Scaldare l’olio, senza farlo bollire (la temperatura dovrebbe aggirarsi attorno ai 120 C° – 130 C°); armarsi di sbattitore, di quelli che si usano per montare le uova, o qualunque cosa ne possa fare le veci; versare l’olio caldo nella terrina gradualmente, amalgamando contemporaneamente il tutto. Una volta ottenuta una soluzione omogenea salare quanto basta e se lo riterrete opportuno, aggiungere altro piccante. Lasciare riposare in frigorifero e servire freddo. Grazie all’overdose di peperoncino anche voi, pallidi europei, potrete così sfoggiare per alcune ore un paio di labbra afro – caraibiche invidiabili.

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