<b>Cucina Latina:</b> Ricardito cuor di meringa, un dessert da crisi diplomatica

Sul punto di far ritorno dall’accogliente e tranquillo Uruguay, la cucina itinerante di Pangea ha incontrato sul suo cammino un ultimo gioiello gastronomico ingiustamente lasciato in disparte: candido e morbido dentro, scuro e croccante fuori, ecco a voi il simbolo dell’estate uruguaiana, delizia e tentazione di ogni piccolo charrùa

Ricardito uruguaiano: un classico dal cuore buono (foto: la rete)

Ricardito dal cuore buono: oggetto del desiderio e pomo della discordia internazionale (foto: la rete)

Chocolate por fuera, merengue de corazón” è la reclame più classica dell’Uruguay, nata al principio degli anni ’70 per lanciare sul mercato il piccolo semifreddo coperto di cioccolato e ripieno di meringa che vi presentiamo oggi, diffuso a tal punto da regalare alla piccola Republica Oriental affacciata sul Rio de la Plata il titolo di “Paese del Ricardito”.

Tetta della mulatta” in Brasile, “Bacio della cameriera” in Perù, “Bacio della negra” in Colombia e “Testa di moro” in Svizzera: qualunque sia il suo vero nome, l’audace Ricardito sembra ormai essere un dolce di diffusione globale, preda del marketing e delle aziende che lo pubblicizzano sotto differenti spoglie.

La versione ufficiale lo vuole però originario dell’Olanda, dove sul finire del 1800 il pasticcere della corona d’Orange, S.P. Buijis, lo inventò in occasione dell’ascesa al trono dell’ancora minorenne principessa di Nassau – Orange Guglielmina, figlia del re Guglielmo III. Nel 1920 facevano così la loro comparsa nei Paesi Bassi i prelibati bocconcini di cioccolato e meringa “Buys” – come semplificazione del più complicato cognome Buijis – che di lì a poco si sarebbero diffusi in Francia, Germania, Svizzera e via dicendo.

Chissà cos’avrebbe pensato l’ormai defunto chef olandese se nel 1970 avesse potuto vedere i suoi “Buys” pubblicizzati su larga scala nella capitale di un paesino dell’emisfero australe e presentati a gran voce come la creazione autoctona per eccellenza: la stessa immagine accattivante utilizzata in Olanda – il dessert appena profanato da un morso galeotto – lo stesso logo a forma di corona ed un nuovo nome di battesimo, “Ricardito”.

La neonata “Ricard” s.p.a. di Montevideo aveva infatti deciso di lanciarsi alla conquista del mercato charrùa utilizzando come cavallo di battaglia il semplice ma irresistibile dolcetto perfetto per ogni occasione, definendolo nel primo spot andato in onda come “Ricardito, el negrito che a todos gusta màs”.

Da allora l’Uruguay non fu più lo stesso, la corona d’Orange accusò il colpo promettendo di prendersi una rivincita – che sarebbe arrivata solo nella semifinale del mondiale 2010 – ed il piccolo Ricardito rimane tutt’oggi pomo della discordia e simbolo delle ostilità tra le ex potenze coloniali nordeuropee ed i più giovani paesi del Sud America, che hanno recentemente proposto di restituirlo ai legittimi proprietari in cambio delle fredde e ventose Isole Malvinas.

 

Ingredienti del Ricardito:

– chiare d’uovo: 1 tazza circa;

– zucchero, 2 tazze;

– amido di mais, 1 cucchiaino;

– burro e olio d’oliva;

– zucchero a velo;

– cioccolato fondente, 250 grammi;

– biscotti secchi rotondi (per la base del nostro bonbon)

Preparazione:

In un ampio recipiente sbattere per un 15-20 minuti circa le chiare d’uovo, aggiungere lo zucchero e continuare a sbattere; imburrare ed infarinare una teglia e formare delle “campanelle”di meringa aiutandovi con una spatola, avendo cura di lasciare una quantità minima di merengue da parte. Infornare a bassa temperatura (tra 50°C e 100°C) per un’ora circa. Estrarre le meringhe quando si saranno asciugate. Con la meringa avanzata spalmare ogni biscotto rotondo e collocarvi sopra una campanella, il “cuore” del vostro Ricardito. Nel frattempo far sciogliere il cioccolato fondente con lo zucchero a velo e un filo d’olio a bagno maria, rimescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Ricoprire infine i ricarditos con il cioccolato fuso e lasciar riposare in frigo.

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