<b>Cucina Latina</b>: Negro en camisa venezuelano, pelle d’ebano in abito da sera

Dalle piantagioni di cacao del Venezuela la ricetta del dolce che fonde lusso e schiavitù, impero e ribellione: un rude pan di spagna al cioccolato, nero e spugnoso, bagnato da una soave crema inglese, delicata come seta, bianca come il cotone

Eleganza in tavola del negro con camisa (foto: la rete)

Eleganza in tavola del negro en camisa (foto: la rete)

“… e come moneta di scambio usano un frutto chiamato cacao: la sua utilità è doppia dato che si usa per fabbricare una bevanda. Da solo non è commestibile perché amaro, ma tritato e ridotto in polvere, con l’aggiunta di acqua, è degno di un re”.

Così scriveva agli inizi del 1500 Pietro Martire d’Anghiera – sacerdote e storico di origine italiana al servizio della corona di Spagna – nei suoi resoconti sulle prime esplorazioni in America Centrale inviati a Papa Clemente VII e raccolti nell’epistolario intitolato “Le Decadi”. La bevanda regale di cui parla il privilegiato cronista è quella che gli Aztechi chiamavano “Chocolatl”, ottenuta aggiungendo farina di mais e vaniglia al cacao macinato, che permetteva ai conquistadores di viaggiare un’intera giornata senza sentire fame né fatica.

Se in Messico la sua coltivazione aveva raggiunto un alto grado di specializzazione già in epoca precolombiana, nella valle dell’alto Orinoco e nell’Amazzonia Venezuelana la pianta del Theobroma Cacao era cresciuta da sempre in maniera spontanea e selvatica: furono gli spagnoli ad installare le prime piantagioni su cui si basò la produzione massiccia che tra il 1600 ed il 1800 avrebbe permesso l’esportazione annuale di tonnellate di cacao e caffè dall’allora regno di Gran Colombia – comprendente Venezuela Colombia ed Ecuador, le cui bandiere oggi condividono gli stessi colori – al resto del mondo.

Una “piccola Venezia” – che in spagnolo divenne, appunto, Venezuela: questo scrisse nel 1499 Amerigo Vespucci a Lorenzo de’ Medici per descrivere le palafitte che popolavano le coste del golfo di Maracaibo, da dove si aprirono a suon di machete i sentieri che attraverso la selva portarono la civilizzazione, o la barbarie, a seconda dei punti di vista.

Un secolo dopo, soprattutto in prossimità delle coste, il panorama di quella terra nuova e paradisiaca era sostanzialmente cambiato, e neri provenienti da Congo, Zaire e Angola vivevano e morivano in schiavitù coltivando le fertili pianure delle regioni di Chuao, Barinas, Barlovento, raccogliendo varietà selezionate di cacao e seminando le loro tradizioni e la loro cultura, nella speranza che tempi migliori potessero in futuro farle germogliare di nuovo. Alla loro figura e a quella dei loro discendenti, finalmente liberi e vestiti a festa con gli abiti bianchi del padrone, è ispirato dunque il nome della ricetta di oggi: letteralmente, negro in camicia.

 

Ingredienti:

– cacao in polvere, 300 grammi;

– burro, 300 grammi;

– zucchero, 300 grammi;

– uova, 6 unità (separate tuorli e albumi, conservandoli)

– farina lievitante, ¾ di tazza;

– latte;

Per la crema inglese:

– 6 ulteriori tuorli d’uovo;

– 1 litro di latte;

– zucchero;

– 1 baccello di vaniglia.

 

Preparazione

Scaldare a bagnomaria una tazza di latte, dissolvervi il cacao e aggiungere il burro sciolto, mescolando costantemente; aggiungere lo zucchero, senza smettere di mescolare; fate attenzione che la vostra soluzione non giunga a ebollizione. Aggiungete poi i tuorli d’uovo, continuando a mescolare energicamente. A questo punto aggiungere la farina lievitante ben setacciata, montare a neve gli albumi precedentemente separati ed incorporarli, mescolando delicatamente per amalgamare il tutto. Versare il composto in uno stampo imburrato e spolverato di farina e cuocere in forno preriscaldato a 200°C per un tre quarti d’ora circa, fino a quando, inserendo uno stuzzicadenti, questo esca pulito e asciutto.

A questo punto elaborate la crema: scaldare il latte e aggiungere i semi di vaniglia; in un recipiente a parte sbattere i tuorli d’uovo e aggiungerli al latte caldo fino a quando questo non cominci a bollire; abbassare poi la fiamma e lasciare che la sua consistenza si inspessisca; spegnere e lasciare riposare. Infine, versare la soffice crema inglese sul pan di spagna nero, lasciandogli il tempo di assorbirla e di sentirsi a suo agio nel suo nuovo e lucente abito da sera. Servire caldo o freddo a seconda dei gusti.

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