<b>CUCINA LATINA:<b/> Milanesa, pizza con muza ed altre barbarità

Nasce l’angolo gastronomico di Pangea News. Nel primo numero, i piatti italiani argentinizzati

Quando si parla di gastronomia,  l’America latina e l’Argentina in particolare, si pongono come punti di riferimento della tradizione italiana. Un turista italiano che si aggira per Buenos Aires, per esempio, al momento di leggere il menù di un qualsiasi ristorante, scoprirà un’infinità di piatti dal nome incredibilmente familiare; ma le apparenze, come spesso accade, possono ingannare.

Sono tanti i piatti che l’Argentina ha ereditato dalla tradizione italiana. Nella capitale per esempio, il segno lasciato dai tantissimi italiani arrivati in questo paese nel corso degli anni, è senza dubbio fortissimo. Pasta, pizza e tanti altri piatti tipici del belpaese, a queste latitudini si sono trasformati in piatti tipici locali, mantenendo solo il nome o poco più, con cui erano stati battezzati nella penisola. Basti pensare che tra i piatti più gettonati del paese spiccano la Pizza, le specialità di pasta e la “milanesa”, la versione locale della nostra cotoletta.

Sulla tradizione della pasta in Argentina ci sarebbe moltissimo da scrivere. In questa sede ci limiteremo a citare alcuni nomi: fusilli fierrito, ñoquis (leggesi gnocchi), sorrentinos, capeleti, ravioles, orichietti, canelones e via discorrendo. Come si può intuire i nomi sono stati adattati dalla storia alla lingua spagnola, mentre le forme e i sapori, per non dare punti di riferimento, ben mescolati come da un grande croupier: perché infatti  i ravioles  possono presentarsi come i tortellini e i sorrentinos come orichieti. Ma non necessariamente.

La storia della pizza argentina è, invece, abbastanza particolare. Narra la storia che a lanciarla nel paese nel lontano 1882 fu l’emigrante, naturalmente napoletano, Nicola Vaccarezza. Partito dal quartiere storico della Boca, questo must della cucina italiana si è, però, ben presto trasformato in qualcosa di sostanzialmente differente dall’originale. La pizza argentina, infatti, si presenta con un strato di massa che può superare i 4 centimetri di altezza e una quantità di formaggio, qui queso muzarela, incredibilmente abbondante.

Sembra che questa sua particolare conformazione derivi dal fatto che le pizzerie e le panetterie, da queste parti, erano gestite da emigranti spagnoli, che la preparavano, evidentemente, senza andare troppo per il sottile. Altro piatto più che tipico è la già citata “milanesa”, che a differenza della pizza non si differenzia di molto dall’originale. Della “milanesa napolitana” sua diffusissima variante locale, abbiamo già parlato. Vi lasciamo con un solo, semplice consiglio: non cercate mai di spiegare ad un argentino che si tratta di un piatto italiano. Nessuno vi crederà.

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