Cucina Latina: il Gallo Pinto della Costa Rica, la colazione dei campioni

Dopo aver sfidato le correnti del Mar dei Caraibi e combattuto squali mako a colpi di pugnale, gli intrepidi gastronomi di Pangea sono approdati in boxer e infradito sulle bianche spiagge costaricane per cercare di conoscere meglio le abitudini dei prossimi avversari degli azzurri ai mondiali brasiliani e svelare il segreto del loro slancio: riso, fagioli e buonumore

oggi in Costa Rica il gallo pinto viene regolarmente servito con una salsa agrodolce fortemente speziata, la famigerata Salsa Lizano - dal nome del suo creatore Don Prospero Lizano, vissuto agli inizi del ‘900 nella città di Alajuela - la cui ricetta è riuscita a rimanere segreta e inimitabile per oltre un secolo (foto: la rete)

In Costa Rica il gallo pinto viene servito con una salsa particolare, la cui ricetta è rimasta segreta e inimitabile per oltre un secolo (foto: la rete)

Riso bianco e fagioli rossi o neri: per quanto possa sembrare inusuale è questa la colazione tipica di buona parte del Centro America, spesso accompagnata da platano fritto, latte di cocco o salse a base di pomodoro, carne e peperoncino. Il suo nome può variare a seconda delle tradizioni: pispiote in Messico, casamiento – o “matrimonio” – in Honduras e Guatemala, rice and beans in Giamaica e Porto Rico fino al suggestivo moros y cristianos di Cuba e al gallo pinto di Costa Rica e Nicaragua, dove il creativo immaginario popolare ha intravisto in un piatto umile ed essenziale un allegro frullare di piume colorate.

“Ho un nuovo gallo rosso, troppo pigro per cantare prima che faccia giorno” cantava il bluesman Willie Dixon, di Chicago ma nero come gli africani che per secoli approdarono alla costa atlantica del Nuovo Mondo per vivere e lavorare in catene e cibarsi di due alimenti soltanto, i fagioli, autoctoni, e il riso, introdotto nel secolo XVI.

In America, e nello specifico ai Caraibi, il gallo c’era arrivato insieme a Cristoforo Colombo, in una delle spedizioni che nel tentativo di raggiungere le “Indie” lo avevano portato a toccare la Costa Rica (1502), e da allora ci è rimasto, spesso adorato per la sua combattività. Le sanguinose riñas tra galli – esportate da noi europei – combattute in fumose galleras, popolate da oscuri allibratori e stipate di spettatori madidi di sudore e aguardiente, sono poi diventate un classico del cinema e della letteratura latinoamericana, come testimoniano gli abitanti della Macondo di Gabriel Garcia Marquez, la cui vita ruotava spesso e volentieri attorno alla sorte dei pennuti gladiatori.

Lasciando perdere le arene clandestine e tornando ai più rassicuranti fornelli, oggi in Costa Rica il gallo pinto viene regolarmente servito con una salsa agrodolce fortemente speziata, la famigerata Salsa Lizano – dal nome del suo creatore Don Prospero Lizano, vissuto agli inizi del ‘900 nella città di Alajuela – la cui ricetta è riuscita a rimanere segreta e inimitabile per oltre un secolo.

Ciò che non è più un segreto per lo meno, è dunque la prima colazione dei prossimi avversari degli azzurri ai mondiali in Brasile, dove la Costa Rica arriva in punta di piedi ma a testa ben alta: e come darle torto, quando il futbòl si gioca a piedi nudi sulla sabbia, con le palme a fare da pali e gli applausi del mare in sottofondo. Ma non prima di aver consumato un doveroso gallo pinto, naturalmente.

 

Ingredienti:

– fagioli secchi, neri o rossi, 200 grammi;

– riso bianco “Carnaroli”, 250 grammi;

– aglio, 2 spicchi;

– 1 cipolla dorata,

–  1 peperone;

– burro, 30 grammi;

– sale, pepe, peperoncino (facoltativo) e cumino in polvere, 1 cucchiaino;

– due mestoli di brodo;

– coriandolo fresco tritato.

 

Preparazione:

Lasciare a mollo i fagioli per una notte, scolarli, sciacquarli, cucinarli in abbondante acqua salata e metterli da parte. Lessare il riso, lasciandolo “al dente”. Rosolare nel burro i due spicchi d’aglio, la cipolla tritata e il peperoncino, aggiungere il riso e saltarlo per alcuni minuti. Aggiustare di sale, pepe e cumino e incorporare i fagioli con i due mestoli di brodo, mescolare e far evaporare a fuoco lento. Per “legare” il tutto, al momento di fare il soffritto potreste anche schiacciare o frullare un quarto dei vostri fagioli e saltarli con il riso  prima di aggiungere il resto dei legumi, aggiungendo un ulteriore noce di burro al finale, a brodo evaporato. Spolverare infine con il coriandolo fresco tritato e accompagnare, se di vostro gradimento, con una salsa piccante di pomodoro cipolla e peperoncino.

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