mercoledì 20 set 2017

<b>Cucina Latina</b>: il Gallo Pinto dei Caraibi, il piatto che salverà il mondo

nella nuova puntata dell’ormai tradizionale spazio gastronomico di Pangea, la ricetta di un piatto a base di riso e fagioli, capace di scatenare dispute internazionali, di salvare un popolo da un urugano e, soprattutto, di deliziare i vostri ospiti.

Monopasto: non c'è ora specifica per il Gallo Pinto, è sempre quella giusta (foto: Lavienroute)

Monopasto: non c'è ora specifica per il Gallo Pinto, è sempre quella giusta (foto: Lavienroute)

Dimenticatevi le palme, le banane, il cocco, il mango e la papaya, le amache e le collane di fiori: dal Messico scendendo fino all’Ecuador e al Brasile, un solo piatto, povero ma energetico, ha sfamato per secoli i neri d’Africa sbarcati in catene e i loro discendenti: Pispiote in Messico, Gallo Pinto in Nicaragua, Costa Rica e Panamà, Moros e Cristianos a Cuba, Casamiento in Honduras, El Salvador e Guatemala, Rice & Beans nell’anglofona Jamaica. In due parole, riso e fagioli.

Colazione, pranzo e cena: in tutta la regione dei Caraibi non c’è troppa distinzione sul momento in cui “consumare” questo matrimonio di antica memoria, tramutatosi spesso e volentieri in piatto nazionale. Ricco di amido, ferro, vitamina B e proteine, per secoli fu l’unica fonte di sostentamento degli schiavi africani, diventando col tempo pietanza tradizionale e rappresentativa di tutto il Centro America, che nonostante il clima  privilegiato e l’abbondanza di materie prime continua ad avere immensi problemi di povertà e malnutrizione, eccezion fatta forse, per la sempre controcorrente Cuba.

A differenza delle diverse varietà di fagioli, il riso venne introdotto in America dai coloni europei, che lo portavano con sé nelle traversate oceaniche della prima época coloniale. Proprio dal gioco cromatico dato dall’accostamento del bianco del riso con il rosso dei fagioli nasce il fantasioso nome di Gallo Pinto, essendo il piatto in questione simile a un gallo bianco “macchiato” da alcune piume rosse, mentre a Cuba, dove è più comune l’uso di fagioli scuri o neri, la fervida immaginazione popolare ha riprodotto l’incontro dei neri d’Africa con i bianchi cristiani, da cui appunto Moros y Cristianos. In Costa Rica si è addirittura aperto un dibattito con i vicini del Nicaragua, che lo rivendicano anch’ essi come piatto nazionale, in quanto eredità delle popolazioni afrolatine insediatesi lungo le coste caraibiche.

Noncurante di tali dispute a cui di certo gli uomini dalla pelle d’ebano non pensavano, Pangea vi regala la ricetta più popolare e ribelle del Centro America, dove ogni occasione è buona per ascoltare il richiamo del Gallo Pinto.

Ingredienti per 4 persone

fagioli secchi (neri o rossi), 150 grammi;

riso bianco, 250 grammi, la varietà che preferite (in Costa Rica  spesso si usa il Thaibonnet);

2 spicchi d’aglio;

1 cipolla;

1 peperone;

1 cucchiaino di coriandolo fresco;

2 mestoli di brodo (anche di “dado”);

burro o margarina, 30 grammi;

salsa piccante realizzata con acqua, salsa di pomodoro, sale, peperoncino, pepe, aglio, cipolla;

sale.

Preparazione

Se possibile, lasciare i fagioli a mollo per minimo 12 ore; al momento di cucinare, bollirli in acqua salata per circa un’ora, scolarli e metterli da parte, e successivamente lessare il riso e scolarlo quando sia ben al dente. Rosolare nel burro gli spicchi d’aglio, e in seguito unire la cipolla, il peperone e il coriandolo tritati finemente. Aggiungere i fagioli con un mestolo di brodo e cuocere finché questo non si sia asciugato. Aggiungere infine il riso col brodo restante, mescolare e lasciare asciugare.  “Spruzzare” con un poco della salsa piccante precedentemente preparata e se si vuole, aggiungere una noce di burro per “legare” il tutto.

A chi vi schernirà al momento di servire la vostra colazione profumata di Caraibi – sebbene le onde che avrete di fronte potrebbero non essere quelle del Mar delle Antille ma quelle magari un po’ più opache di un Adriatico ormai autunnale – rispondete che questi “Mori e Cristiani” sono gli ingredienti che non vi lasceranno mai, nemmeno nelle epoche più dure, come spiegavano alcuni profughi nicaraguensi dopo il passaggio dell’uragano Mitch: “Per colazione abbiamo fagioli e riso, per pranzo riso e fagioli, per cena riso e fagioli mescolati”.

1 commento

  1. Mohiuddin scrive:

    We eat beans and cornbread prtety often around here, though I use a pressure cooker because using a slow cooker would mean having my act together ahead of time. Such a simple yet delicious meal.

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