<b>Cucina Latina:</b> Aniapa, la grappa argentina con accento tedesco

Non solo vino rosso ai piedi delle Ande: dai rinomati vitigni di Mendoza un’acquavite di lusso in grado di sbaragliare la concorrenza europea. Sulle terre strappate ai selvaggi autoctoni, efficienza tedesca e clima andino si uniscono per dare un distillato degno dei palati più fini, dal colore cristallino, pazientemente invecchiato in botti di rovere.

Aniapa: distillato delle Ande (foto: la rete)

Aniapa: distillato delle Ande (foto: la rete)

In una vecchia pulperia di Santa Rosa, un paesino qualunque della placida pampa rio platense, quattro uomini giocano a poker in silenzio, inaugurando ogni mano con un bicchierino di grapamiel, temibile bevanda a base di mosto fermentato, alcol puro e miele. Colui che ha cominciato vincendo, e che pertanto ha preteso di aumentare la posta, è sul punto di essere “spennato”: vestito elegante, gentile e affabile, è solito presentarsi come il “Principe Orsini” di Siena, uomo d’affari di nobili origini toscane.

Truffatore di professione, caduto suo malgrado tra squali più grandi di lui, perderà fino all’ultimo centesimo, annebbiato dal miraggio di un ultimo giro della fortuna e dall’alcol di pessima qualità. Mentre abbandona il tavolo barcollando, livido di nausea e con gli occhi lucidi, un’ultima definitiva stoccata taglia l’aria densa e fumosa: «Amigo, è da quando è arrivato che le vogliamo chiedere una cosa: la grappa … meglio la nostra o quella europea?»

Se bevitori e perdenti potranno sentirsi rappresentati nelle scene centrali del pluripremiato lungometraggio Mal dia para pescar dell’uruguaiano Alvaro Brechner – “Brutto giorno per pescare”, ispirato al racconto di Juan Carlos Onetti Jacob y el otro, reperibile in Italia nella raccolta intitolata “Triste come lei” – gli animi più sensibili potrebbero associare l’amara sorte del principe impostore con il gusto aspro e peleòn della torbida grappa che ne accompagna il destino.

Nonostante l’ormai secolare cultura vinicola che li contraddistingue infatti, eredità della massiccia immigrazione europea e in particolare italiana, Argentina e Uruguay non hanno finora mai vantato – a differenza dei loro vicini cileni e peruviani, devoti del famigerato pisco – distillati d’uva degni di nota, fatta eccezione per quella grapamiel capace di scaldare la gola dei contadini in inverno e dare postumi al solo guardarla.

Eppure, secondo quanto emerso dalle ultime edizioni del concorso internazionale Destillata di Vienna, la novità mondiale in materia alcolica sembra arrivare, ancora una volta, dal versante argentino delle Ande: per la quarta volta in cinque anni, la grappa Aniapa di Guaymallén, nel dipartimento di Maipù, a sud ovest di Mendoza, “fresca, intensa ed elegante” secondo il verdetto della giuria, è stata premiata per il suo gusto “complesso, piccante e bilanciato”, capace di distinguerla tra oltre 1.600 concorrenti provenienti da ben 14 paesi diversi.

A base di uve Cabernet Sauvignon, Malbec, Merlot o Syrah, la pregiata grappa Aniapa viene elaborata con sofisticati macchinari di produzione tedesca nello stabilimento Sol de Los Andes di Guaymallén, fondato nel 2000 dall’ingegnere Rolando Gaspar Hilbing, professore di enologia all’Università di Cuyo, Mendoza, e specializzato in distillazione presso il prestigioso Istituto di Viticoltura di Geisenheim, nella Germania sud orientale.

E’ il lontano 1880 quando il suo bisnonno Paul Hoos, originario di Lipsia, fonda la Quinta Agronomica, prima scuola agricola della provincia, dove avrebbe collaborato con il francese Michel Aimè Pouget, padre dell’apicoltura sudamericana e introduttore del vitigno Malbec nella regione. Contrattato nel 1870 dall’Università di Rio de Janeiro, il prof. Hoos aveva deciso, dopo essersi visto sottrarre dalla dogana carioca l’intera strumentazione scientifica delicatamente trasportata in nave, di proseguire le sue peregrinazioni accademiche verso il Cile, allettato da una interessante proposta dell’Università Cattolica di Santiago.

Le forti tormente al largo di Capo Horn avevano però trattenuto la sua nave nel caotico porto di Santa Maria de los Buenos Aires, convincendolo a partire via terra alla volta delle Ande: nel paesino di Rio Cuarto, non distante da Cordoba, durante una sosta del treno che dalla capitale lo avrebbe portato a San Luis, lo spensierato Hoos, assorto nella contemplazione delle suggestive sierras, si tratterrà più del dovuto in un’osteria, perdendo per questo treno e bagaglio.

Il destino lo farà incontrare con una famigliola di contadini tedeschi, famosi nella zona per aver meccanizzato il processo di aratura della terra: la loro figlia, Margarita Bein, si innamorerà perdutamente di questo sbadato e colto ometto con gli occhiali, deciso nonostante gli imprevisti a proseguire il suo cammino. Come per magia, una nevicata senza precedenti renderà impraticabile per sei lunghi mesi qualsiasi attraversamento della Cordigliera, spingendo Hoos a tornare sui suoi passi, memore della bella Margarita e dei suoi occhi celesti.

Al momento di chiederle la mano, da buon scienziato romantico, cattura e imbalsama un colibrì, infilando nel suo becco un anello d’oro fatto apposta per le dita sottili e delicate di quell’angelo dai capelli biondi e dall’accento familiare. Dopo aver messo su famiglia, l’instancabile Paul – ormai Pablo per i vicini – installerà il primo osservatorio sismologico della provincia, per poi intraprendere approfonditi studi sul fenomeno dello Zonda, il vento secco e polveroso proveniente da Ovest, tanto simile al Föhn delle Alpi e deleterio per l’agricoltura.

Per la sua erudizione geofisica, Hoos verrà arruolato nel 1879 dal Generale Rufino Ortega, durante l’ultimo capitolo della tristemente nota Campagna del Deserto – l’offensiva militare comandata da Julio Argentino Roca che provocò il genocidio di gran parte dei nativi della Patagonia argentina – per progettare e organizzare gli accampamenti militari del fronte.

Il 25 maggio, dopo l’eccidio avvenuto nella località conosciuta oggi come Choele-Choel, con cui la provincia del Rio Negro viene ufficialmente proclamata terra civilizzata, Hoos suonerà il violino fino all’alba per i festeggiamenti delle truppe, guadagnandosi la definitiva ammirazione di Ortega: una volta diventato governatore di Mendoza, il Generale gli fornirà tutti i fondi necessari per la realizzazione della sua scuola di agronomia, sulle cui fondamenta e storia oggi si erge la distilleria della grappa più raffinata d’Argentina, del Sudamerica e forse, ma non ditelo in Veneto, del mondo.

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