Uruguay preoccupato dalla situazione economica di Argentina e Brasile

Il governo Mujica crede che «le fondamenta dell’economia argentina si stiano deteriorando» e che il «mercato brasiliano ristagni» mettendo in pericolo la stabilità della regione. Preoccupano soprattutto inflazione, controllo dei prezzi e dollaro blue sul mercato nero di Buenos Aires, ma dalla Casa Rosada annunciano più crescita e meno carovita

Fragili fondamenta: questo pensa l'Uruguay dell'economia argentina e brasiliana (foto: la rete)

Fragili fondamenta: questo pensa l’Uruguay dell’economia argentina e brasiliana (foto: la rete)

Mentre dal suo interno l’Argentina appare ancora come un Paese in crescita, con grandi possibilità di sviluppo e forse finalmente capace di frenare l’aumento dei prezzi che lo affligge da anni, all’esterno, nel vicino Paese dell’Uruguay suona un campanello d’allarme. A tirare la cordella è il ministero delle Finanze del governo di Josè Pepe Mujica, che in un dossier analitico inviato qualche settimana fa allo stesso potere esecutivo, esprimeva tutta la propria apprensione per la solidità del sistema economico albiceleste e per quello verdeoro.

Come riportato dal quotidiano oriental El Pais di Montevideo, la squadra finanziaria del governo metteva in testa alla lista delle minacce alla stabilità regionale «l’indirizzo preso dall’economia argentina e il ristagnare di quella brasiliana».

«L’economia argentina ha registrato una crescita molto bassa nel primo bimestre», scrive il redattore del documento uruguaiano, Andres Masoeller, e l’agenzia di consulenza di Buenos Aires Orlando J. Ferreres sostiene che, sebbene il raccolto della soia possa soccorrere queste statistiche, molto probabilmente le restrizioni cambiarie e commerciali imposte negli ultimi tempi dal governo Kirchner resteranno in vigore, per garantire dollari liquidi allo scopo di importare risorse energetiche.

Mentre tuttavia dati di ieri portano notizia di un miglioramento per fine anno, quando si crede che il Paese tornerà a una crescita del 3% e un inflazione stabile attorno al 20%, dal Brasile si confermano i dati modesti del 2012, quando secondo lo Stato il Pil è aumentato dello 0,6% e secondo i consulenti privati, in media dello 0,9%.

La preoccupazione per le conseguenze sul commercio interno al Mercosur e più in generale al Sudamerica, che possano implicare questi fattori registrati in Argentina e in Brasile, erano già stati resi pubblici da parte uruguaiana per bocca del vicepresidente, Danilo Astori.

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