Tango Bond: tutti vogliono i soldi facili dell’Argentina

Una nuova emissione dei Bonar24 ha conquistato 1,4 miliardi di dollari. La cifra supera di tre volte le attese del governo, che però dovrà pagare un interesse doppio rispetto all’offerta dei paesi vicini, affrontare l’ira dei creditori esteri convinti di essere stati presi in giro e anche accettare che la gente compri il titolo, scommettendo su una sua imminente uscita di scena

Ministro a rapporto: Kicilloff ha ottenuto 1,5 miliardi, ma ha fatto infuriare i grandi creditori (foto: Don Emmert/Télam/dsl)

Ministro a rapporto: Kicilloff ha ottenuto 1,5 miliardi, ma ha fatto infuriare i grandi creditori (foto: Don Emmert/Télam/dsl)

Buenos Aires – È un sospiro di sollievo dal sapore amaro quello tirato questa settimana dal ministro dell’Economia argentino, Axel Kicilloff, che ha messo sul mercato un nuovo pacchetto di obbligazioni a tasso fisso Bonar24 ed ha così conquistato ben 1,415 miliardi di finanziamento. L’operazione è avvenuta quasi di sorpresa lunedì sera (20/04/15), mentre le banche locali si avviavano alla chiusura. Dei 500 milioni che Buenos Aires voleva piazzare inizialmente, è arrivata a riceverne praticamente il triplo, anche se ha dovuto accettare condizioni poco vantaggiose e il sospetto che gli investitori stiano scommettendo su un imminente rinnovo politico alla Casa Rosada.

I Bonar24 sono stati venduti a un prezzo inferiore rispetto a quello di quotazione: 103 dollari, contro i 106 in cui si erano scambiati in giornata e i 109 su cui orbitavano la settimana precedente. Nell’arco di un anno, pagheranno un interesse di quasi il 9%, che riflette il rischio Paese attribuito all’Argentina, in seguito alle sue recenti inadempienze in ambito di finanza internazionale. Secondo gli analisti di Buenos Aires citati dai principali quotidiani economici, dietro all’entusiasmo per i Bonar24, c’è la loro scommessa su un’imminente sconfitta del governo nelle presidenziali di ottobre.

Intanto, già questa domenica andrà in scena una prova generale con le primarie obbligatorie per le municipali della capitale e le amministrative della provincia patagonica di Neuquen. In entrambi gli scrutini si avrà un primo campione del consenso popolare verso i partiti d’opposizione e i governanti, che comunque dovrà essere riconfermato in diverse altre opportunità di qui alle politiche.

Prima ancora che questo accada, l’Argentina (e le banche sospettate di averla aiutata) dovrà però render conto della sua recente iniziativa presso il tribunale newyorkese del giudice Thomas Griesa. Il magistrato e i gli hedge fund che da questi hanno ottenuto una sentenza di risarcimento per i titoli mandati in default con la crisi del 2001, credono infatti che si tratti di un’operazione di debito estero, pertanto soggetta a un embargo simile a quello imposto questa estate sul pagamento della cedola di altri Tango Bond.

In questo caso, chi ha investito sui nuovi Bonar24, dovrà prepararsi a percepire, almeno inizialmente, un interesse che non potrà incassare facilmente, fino a che il Paese non risolva il proprio contenzioso con i cosiddetti fondi avvoltoio.

1 commento

  1. walter scrive:

    ARGENTINA paga il fondo monetario , ma non paga le cedole ai piccoli obbligazionisti, che nonostante che abbiamo aderito al suo concordato,nonostante tutto il fondo monetario continua a dare soldi e riceverli questa e politica, IL NOSTRO GOVERNO COSA FA PER TUTELARE I NOSTRI RISPARMI CHE ANCHE NOI ABBIAMO I NOSTRI IMPEGNI.

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