<b>Speranza per gli interessi sui bond argentini: Macri rilancia i negoziati con i «fondi avvoltoio»</b>

Il mediatore designato dalla giustizia americana promette «negoziati sostanziali» a partire metà gennaio. Il cambio di governo, la chiave del nuovo approccio tra le parti

Finisce il patriottismo economico: l'#Argentina rischia e si apre al mondo. (foto: Filippo Fiorini / Pangea News)

Finisce il patriottismo economico: l’#Argentina rischia e si apre al mondo. (foto: Filippo Fiorini / Pangea News)

Buenos Aires – Lo «special master» Daniel Pollack, designato dal giudice americano Thomas Griesa, per dirimere l’irrisolvibile contenzioso tra il governo argentino e i grandi creditori, ha acceso una luce in fondo al tunnel per le migliaia di risparmiatori italiani, che da un anno e mezzo a questa parte, non ricevono più gli interessi sui nuovi «tango bond». Pollack, infatti, ha dichiarato ieri che «dalla seconda metà di gennaio in avanti, si apriranno negoziati sostanziali tra le parti».

Le sue parole sono arrivate dopo un incontro a porte chiuse con il viceministro delle Finanze, Luis Caputo, emissario del governo di Mauricio Macri, appena entrato in carica a Buenos Aires. Proprio la nuova amministrazione nel Paese, promette una disponibilità all’accordo maggiore da parte dell’Argentina, rispetto a quanto non mostrato finora dal governo di Cristina Fernandez de Kirchner e dai suoi ministri.

Forti di una sentenza vittoriosa, firmata da Griesa nel luglio 2014, i cosiddetti «fondi avvoltoio» hanno da allora preteso un risarcimento pieno per i titoli argentini scaduti con la crisi del 2001, che hanno racimolato a prezzo di favore nel corso degli anni, proprio col proposito di querelare la Casa Rosada e creare un margine di guadagno.

Se da un lato Buenos Aires non ha mai accettato di pagare loro più di quanto non avesse offerto a tutti gli altri creditori, cioé il 30% del valore nominale nel formato di nuovi bond, proprio chi ha accettato il concambio è rimasto travolto dal litigio internazionale. Griesa ha infatti congelato il pagamento degli interessi da parte dell’Argentina, impedendo ai titolari delle obbligazioni di ricevere il denaro corrispondente.

«La riunione è stata costruttiva. Sono state trattate diverse questioni e, nella seconda settimana di gennaio, ci incontreremo nuovamente a New York per iniziare negoziati sostanziali con gli holdout», queste le parole con cui Pollack avrebbe annunciato il cambio di registro nella questione.

3 Commenti

  1. Angela scrive:

    Sui 60.000 risparmiatori italiani in causa (ICSID-TFA ma anche tribunali di New York e Francoforte) nemmeno una parola, eh?
    Eppure non sono buitres, hanno comprato a prezzo pieno e non vedono un centesimo da 14 anni; ma i debiti si pagano, prima o poi, è questa la grande lezione di civiltà che la Giustizia Americana sta impartendo all’argentina… non devono essere i risparmatori del mondo civile a pagare lo scotto di corruzione e sperperi delle repubbliche delle banane sudamericane!

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  2. Gilberto scrive:

    Ma perche’ non avetr accettato la ristrutturazione del debito?

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  3. Luigi scrive:

    UNA NAZIONE CHE NON VUOL INDEBITARSI FA RABBIA AGLI USURAI (Ezra Pound).

    L’Argentina oggi dimostra la verità del detto del grande poeta. Macri è il commissario degli usurai internazionali che sono riusciti a piegare l’Argentina.

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