Petrolio argentino: Chevron entra in Ypf

Espropriata a Repsol come un’azienda in crescita, la statale degli idrocarburi da sola non ce la fa. Entra Chevron, una delle società più criticate in tutto il mondo per la sua scarsa coscienza ambientale, con un miliardo e mezzo di dollari per lo shale oil di Vaca Muerta. Un fallimento peronista

Accordo Ypf-Chevron: benvenuto il capitale (foto: Pangea News)

Accordo Ypf-Chevron: benvenuto il capitale (foto: Pangea News)

A un anno e tre mesi esatti dalla nazionalizzazione della società petrolifera argentina Ypf, il governo di Cristina Kirchner che in gran pompa aveva fatto tornare statale la prima azienda pubblica dell storia mondiale, alza bandiera bianca e srotola il tappeto rosso a una multinazionale americana. Il fatidico giorno sarà il prossimo 16 luglio, quando è atteso a Buenos Aires Ali Moshiri, l’iraniano anti-ayatollah che si occupa degli affari latinoamericani e sudamericani di Chevron, una delle società petrolifere più criticate nel mondo e in particolare nel sud del pianeta.

I dettagli dell’accordo che, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe già stato negoziato in privato tra la presidente e il manager, sono ancora segreti. L’editorialista Carlos Pagni del quotidiano conservatore La Nacion ha parlato ieri di una cifra compresa tra il miliardo e mezzo ed il miliardo e sei di dollari, per entrare in società ed estrarre shale oil da due bacini del mega giacimento di Vaca Muerta: Loma la Lata Norte e Loma Campana.

Dietro l’apertura per creare questa società, c’è una serie di retroscena che arrivano al vertice di Ypf, un’azienda che è stata espropriata alla spagnola Repsol nell’aprile del 2012, e che ora viene guidata da Miguel Galluccio, dopo che diversi dirigenti hanno rifiutato l’incarico, o vi hanno rinunciato dopo averlo assunto per qualche tempo, perché la loro fede nei principi peronisti di statalismo ed anti-imperialismo entrava in disaccordo con la strategia voluta dalla Casa Rosada, che pure si foggia di essere peronista, statalista ed anti-imperialista.

Fernando Lesteche del gruppo nazionalista e peronista Quebracho, ha dichiarato a Pangea che «avevamo applaudito alla nazionalizzazione di Ypf come a un passo per recuperare sovranità nazionale e la notizia dell’accordo con Chevron ci scontenta, perchè significa ritornare a cederne». Le sue parole sono arrivate dopo che ieri, nel giorno dell’indipendenza argentina, il suo gruppo ha guidato una protesta sotto la sede di Buenos Aires della società petrolifera internazionale.

Ad aumentare il risentimento popolare e delle sinistre contro Chevron, c’è anche la recente vittoria incassata in campo giudiziario dall’azienda proprio in Argentina. La magistratura locale ha infatti sollevato l’embargo per 19 miliardi di dollari che bloccava il suo patrimonio, dopo che le comunità indigene dell’Ecuador avevano ottenuto il blocco internazionale, nella causa contro i gravi danni ambientali causati in Amazzonia.

Lascia un tuo commento